Discussione:Brian Eno

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  • A 18 anni ero già in crisi di mezza età … ho speso tanto tempo a pensare al vero significato dell'essere un artista. Non sono abbastanza intellettualmente disonesto per semplificarmi la vita… Il rischio forse ha un ruolo nel nostro concetto di bellezza. Se corri un rischio, tiri fuori le antenne. Un giorno noleggerei un violoncello e un altro una marimba. Non sono capace di suonare nessuno dei due. Ho due idee, far pendere un microfono dal soffitto e assumere un trombone.
  • Bene, ho sempre pensato che l'arte è una menzogna, una menzogna interessante. E continuerò a credere a questa "menzogna" e a cercare di immaginare un mondo che la rende vera… come sarà quel mondo, e cosa deve succedere perché passiamo da qui a là.
  • Devo dire che gli ammiratori possono rivelarsi una forza conservatrice e immobilizzante. Certo è meraviglioso venire acclamato per le cose che fai – sinceramente è la vera ricompensa, perché pensi "ci sono riuscito! non sono da solo!" o qualcosa del genere ti lega in modo positivo alla cultura cui appartieni. Ma d'altro canto, ti senti obbligato a ripeterti, per fare ancora e ancora quelle cose che ci piacevano tanto. Io non ci riesco – non mi diverto a portare avanti progetti che mi sembrano familiari (– e questa non è tanto una questione di nobiltà artistica o di ideali: semplicemente mi annoio tanto), ma allo stesso tempo mi sento in colpa per aver "tradito il mio pubblico" e non aver fatto le cose che penso avrebbero desiderato. Forse è meglio lasciar perdere questo senso di colpa, così evito di trovarmi quelle situazioni che potrebbero generarlo. Il problema è che la gente preferisce quasi sempre quello che facevo qualche anno fa – è sempre così. L'altro problema è che, spesso, la penso così anch'io! Le novità vengono fuori in modo sporadico e incerto, e i risultati non sono immediatamente confrontabili con i lavori passati, brillanti e di successo. Devi ricordare sempre che anche loro hanno avuto un travaglio iniziale, anche se poi hanno avuto un successo da mozzare il fiato. E c'è un altro problema quando pensi al tuo passato – ti dimentichi che ha avuto una genesi e incominci a sentire una specie di inutile reverenza per il tuo io precedente: "Ma come ci sono riuscito? Da dove uscivano queste idee?". Il presente, quello quotidiano e concreto, sembra un po' meno glamour del passato roseo (a parte le ore magiche in cui ti senti in ritmo con l'universo, cose che capitano solo quando ti divincoli dalla tua storia personale).
  • [Sull'album Low di David Bowie] È davvero una nuova percezione della società urbana e industriale. È duro e forte e elettrizzante allo stesso tempo. È un'immagine della durezza della strada, ma eccitante. Ti fa ballare. È una nuova percezione.
  • Ho appena finito un nuovo album, tutto di canzoni… Scrivere canzoni è oggi davvero la sfida più difficile nel mondo della musica… I testi sono davvero l'ultimo grande problema musicale. Negli ultimi trenta o quaranta anni, software e hardware hanno cambiato in modo decisivo tutto il resto della musica. Ormai è facile fare musica abbastanza buona… Il che non è poi tanto interessante, ma abbastanza buona è facile. Invece, scrivere canzoni è più o meno rimasto com'era ai tempi di Chaucer. A parte l'hip-hop, che è l'unica novità in un certo senso, il rap, perché supera la relazione stretta con la melodia e con il ritmo e così via… Vorrei provare a fare questa cosa difficile [scrivere canzoni] e vedere se ci riesco.
  • [Sulla crezione del suono di avvio di Microsoft Windows 95] L'idea uscì fuori in un periodo in cui ero del tutto a corto di idee. Avevo lavorato per un certo periodo sulla mia musica ed ero veramente a un punto morto. Fui felice che qualcuno venisse da me a dirmi, "Abbiamo questo problema – risolvilo." La nota dell'agenzia diceva, "Vogliamo un pezzo ispirato, universale e bla bla e da da da, ottimistico, futuristico, sentimentale, emotivo," con tutta questa lista di aggettivi e poi alla fine, in fondo leggo "e deve essere lungo 3¼ secondi." Pensai che era così divertente e curioso che mi venne davvero voglia di mettere insieme questo minuscolo brano. È come fare un piccolo gioiello. In verità ne feci 84. Fui totalmente assorbito da questo mondo di minuscoli brani musicali. Ero tanto sensibile ai microsecondi alla fine si aprì una diga nel mio lavoro. Quando ebbi finito e tornai a lavorare sui pezzi da tre minuti circa, mi sembrarono oceani di tempo.
  • La razionalità è ciò che facciamo per organizzare il mondo e renderlo prevedibile. L'arte corrisponde agli esercizi di inapplicabilità e fallimento di quel processo.
  • Un aspetto importante della progettazione è il grado al quale l'oggetto ti coinvolge nel proprio completamento.