Discussione:Eugène Ionesco

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Senza fonte[modifica]

  • Dio mi deve delle spiegazioni.
  • È la nostra propria mediocrità che ci fa innamorare e che ci fa rinunciare. Il vero amore non conosce il significato della rinuncia, non è nemmeno preoccupato di questo problema; non rinuncia l'amore stesso, la rinuncia è per la gente sconfitta, e come un sentimento di sconfitta si adatta solo agli sconfitti.
  • Il critico deve scrivere, non prescrivere.
  • Il successo è la fortuna di essere frainteso da alcune persone influenti.
  • La banalità è un sintomo di non comunicazione. Gli uomini si nascondono dietro ai loro cliché.
  • La ragione è la follia del più forte. La ragione del meno forte è follia.
  • L'aria della campagna è pura perché i contadini dormono con le finestre chiuse.
  • Nei miei ricordi, le apparizioni grottesche assomigliavano ai personaggi di Brueghel, o di Bosch: grandi nasi, corpi deformi, sorrisi atroci, piedi biforcuti. (estate 1939)
  • Non abbiamo tempo per dedicarci un po' di tempo.
  • Non esiste religione nella quale la vita di tutti i giorni non sia considerata una prigione; non c'è una filosofia o una ideologia che non pensa che viviamo in un mondo di alienazione.
  • O parole, quanti delitti si commettono in vostro nome!
  • Più mi spiego e meno mi capisco.
  • Prendi un cerchio perfetto, se lo accarezzi avrai un circolo vizioso.
  • Probabilmente dirai che il progresso può essere buono o cattivo, come gli ebrei, i tedeschi o i film.
  • Sapere ciò che c'è in fondo, ecco la cosa più importante.
  • Se Dio esistesse, a che servirebbe la letteratura? Se Dio non esistesse, a che servirebbe scrivere?
  • Un'opera d'arte è soprattutto un'avventura della mente.