Domenico di Guzmán

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Domenico di Guzmán

Domenico di Guzmán, al secolo Domingo Guzmán (1170 circa – 1221), religioso spagnolo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

  • Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?  Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie. citazione necessaria
  • […] Io crederei, Beatissimo Padre, che a rimunerare in qualche modo la fede ardente del sig. Duca, V.S. dovesse avere la benignità di conferire o a lui, o a suo fratello Don Rodrigo, canonico della cattedrale di Tolosa, la sacra porpora, la quale egli si ha già acquistato con le sue escursioni tingendola nel sangue maledetto di quegli sciagurati.
    Basta che in questi paesi si senta il suo nome perché gli eretici Albigesi tremino da capo a piedi. Il suo costume è di andare per le corte spacciando in un sol colpo i più arrabbiati. Quanti gliene capitano nelle mani, costringe a professare la nostra fede con la formola ingiunta da V.S. Se ricusano, li fa battere ben bene mentre che si accende il rogo. Quindi interrogati se si sien pentiti ed ascoltato che no, conchiude: "O credi o muori". Li mettono ad ardere a fuoco lento per dare loro tempo di pentirsi, e di meritare l'eterno perdono.
    Alcuno di questi miserabili, benché assai raramente, sullo spirare ha dato segni di ritrattazione e di orrore della morte che meritamente subiva; ed io mi consolavo nel Signore osservando quegli atti che potevano essere indizio di pentimento. Quando più essi si dibattevano tanto più noi godevamo nella speranza che quelle brevi pene fruttassero loro il gaudio eterno, dove speriamo di trovarli salvi nel santo paradiso quando al Signore piacerà di chiamarci agli eterni riposi.
    Intorno poi agli altri che furono sedotti, e perciò meno rei, non si costuma di condannarli subito, ma per esercitare con essi quella carità che il nostro Salvatore comanda, da principio si risparmia loro la vita ed invece si adoprano alcuni tormenti i quali per quanto siano gravi alla carne, sono infinitamente più lievi degli altri riserbati allo spirito nelle fiamme eterne. Si adoprano rotelle, eculei, letti di ferro, stirature, tenaglie ed altre simili mortificazioni del corpo, che secondo la legge del nostro Signor G. Cristo dev'essere macerato in terra per averlo glorioso nella vita eterna.
    In altra mia mi farò un dovere di rallegrare il cuore della Santità Vostra, con più minuta narrazione di questa opera che il Signore si compiace di fare per nostro mezzo. Intanto, prostrato al sacro piede della S.V., imploro per me e per questi miei collaboratori e compagni l'apostolica benedizione e mi dichiaro
    della S.V. Re dei Re e Pastore dei Pastori
    l'ultimo dei servi e figli
    Domenico Guzman.[1] (Citato in Giuseppe Garibaldi, Il governo dei preti, Kaos edizioni, 2006)

Citazioni su Domenico di Guzmán[modifica]

  • [...] per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore. (Dante Alighieri)

Note[modifica]

  1. [Lettera scritta in Linguadoca il 7 Aprile 1217 e inviata a Papa Onorio III. Il Santo si riferisce alla lotta contro l'eresia degli albigesi.]

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