Don Ferrante (personaggio)

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Don Ferrante in un'illustrazione di Francesco Gonin tratta dall'edizione del 1840 de I promessi sposi.

Don Ferrante, personaggio secondario del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Citazioni di don Ferrante[modifica]

  • In rerum natura,– diceva, – non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. (I promessi sposi)
  • Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell'e buono; ma dico che non han a che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano. (I promessi sposi)

Citazioni su don Ferrante[modifica]

  • C'è molta affinità tra lo "studiolo" manierista descritto da Galileo e la cultura che si respira nella biblioteca di don Ferrante (passata dai quasi cento volumi del Fermo e Lucia ai quasi trecento dei Promessi sposi). L'aristotelico manzoniano, che si ostinerà a negare l'epidemia di peste (né «sostanza» né «accidente») pur mentre ne moriva «prendendosela con le stelle», melodrammaticamente, e in un aggiornamento del motivo antico del filosofo di proverbiale inettitudine nella vita pratica [...]. (Salvatore Silvano Nigro)

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