Donna Prassede

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Lucia e la madre Agnese al cospetto di donna Prassede in un'illustrazione di Francesco Gonin tratta dall'edizione del 1840 de I promessi sposi.

Donna Prassede, personaggio secondario del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Citazioni di donna Prassede[modifica]

  • [A Lucia, alludendo a Renzo] – Ebbene? – le diceva: non ci pensiam più a colui? (I promessi sposi)
  • [A Lucia, sul costume dei giovani, con allusione a Renzo] – quando hanno nel cuore uno scapestrato (ed è lì che inclinano sempre), non se lo staccan più. Un partito onesto, ragionevole, d'un galantuomo, d'un uomo assestato, che, per qualche accidente, vada a monte, son subito rassegnate; ma un rompicollo, è una piaga incurabile. (I promessi sposi)

Citazioni su donna Prassede[modifica]

  • La dimensione comica salva donna Prassede dalla perdita del nome. Ma non dalla sottile insinuazione del tartufismo. Donna Prassede è personaggio molieriano. Fa professione di devozione. Laddove i «devoti nel cuore» non «[...] veulent point prendre, avec zèle extrême, les intérêts du Ciel plus que'il ne veut lui-même».[1] La malignaccia morirà di peste. E «di Donna Prassede, quando si dice ch'era morta, è detto tutto». Non servono addii. (Salvatore Silvano Nigro)

Note[modifica]

  1. Molière, Il misantropo: «con esagerato zelo [non] vogliono fare gli interessi del Cielo più che il Cielo non voglia».

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