Elif Şafak

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Elif Şafak

Elif Şafak, talvolta trascritto come Elif Shafak, nata Elif Bilgin (1971 – vivente), scrittrice turca.

Dall'intervista di Marco Ansaldo, Elif Shafak: "La Turchia non unisce più due mondi ma è la nuova frontiera del terrorismo, Repubblica.it, 2 gennaio 2017

  • Da un punto di vista geopolitico la Turchia è diventata per lo Stato Islamico un nuovo fronte. La guerra in Siria influisce direttamente, specie da quando ci siamo coinvolti in conflitti regionali. Condividiamo con la Siria 500 miglia di confine, una frontiera ormai insicura. Per troppo tempo a molti gruppi siriani è stato dato l'accesso. Poi hanno cominciato a colpire i cittadini turchi, a reclutarli. In passato la mia madrepatria era la porta, il ponte culturale, fra il Medio Oriente e l'Europa. Oggi non lo è più. Siamo una società depressa, scossa, traumatizzata". Il Presidente Tayyip Erdogan parla di "caos che qualcuno sta creando per distruggere la Turchia".
  • In Turchia le élite al potere parlano sempre di "nemici esterni" e di "lobby internazionali". Sostengono che la Turchia è così grande che i nemici esterni sono gelosi e vogliono distruggerci. C'è della paranoia, della diffidenza verso l'Occidente.
  • [...] dobbiamo smettere di guardare ai "colpevoli occidentali" e focalizzarci piuttosto sulla nostra "democrazia interna". Da troppo tempo il Paese è polarizzato. Il governo guidato dal partito conservatore si è svegliato tardi nel comprendere che i gruppi islamici fondamentalisti dall'altra parte del confine avrebbero potuto colpirci un giorno. Non ha capito abbastanza presto questo pericolo.
  • Quando ero bambina, ad Ankara, e in tutta la mia giovinezza a Istanbul, la Turchia era un Paese diverso. Festeggiare l'anno nuovo era normale. La gente faceva acquisti, comprava noci e frutta, si guardavano cantanti e danzatrici del ventre in tv, a mezzanotte ci si abbracciava felici. Questo succedeva. Ora non più.
  • Oggi la Turchia è più debole perché la democrazia ha fatto passi indietro. Come nazione ci siamo divisi con asprezza fra quelli che amano Erdogan e quelli che lo odiano. Non c'è più una cultura della coesistenza. O valori condivisi.

Incipit di Le quaranta porte[modifica]

Butta un sasso nell'acqua corrente. Sarà difficile vederne l'effetto. Un'increspatura dove la pietra rompe la superficie, poi un tonfo, soffocato dal fluire del fiume all'intorno. Tutto qui.
Butta un sasso in un lago. L'effetto sarà ben visibile e molto più duraturo. La pietra sconvolge le acque tranquille. Il cerchio che si forma dove ha colpito l'acqua subito si moltiplica, generandone un altro e un altro ancora. In breve le increspature suscitate da un unico plop si espandono, fino a poterle osservare su tutta la superficie a specchio. Solo quando raggiungono la riva, i cerchi si fermano e muoiono.

Bibliografia[modifica]

  • Elif Shafak, Le quaranta porte, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, Rizzoli, 2009. ISBN 9788817032384

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