Elio Matassi

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Elio Matassi (1945 – 2013), filosofo italiano.

  • L'Inter, come squadra di calcio, è nata il 9 marzo del 1908, sotto la costellazione dei Pesci. In una delle interpretazioni più convincenti della sequenza zodiacale, il passaggio dal primo segno, l'Ariete, all'ultimo, i Pesci, è contrassegnato da una tendenza gradualmente ascensionale: si parte dal segno più istintuale per raggiungere quello più elevato. Un percorso che procede dall'affermazione terrestre alla liberazione dall'istinto. I pesci, quindi, sono il segno zodiacale più 'mistico'. Ho scelto consapevolmente un percorso irrituale, quello astrologico, per approfondire la personalità e l'essenza della squadra "Inter". L'Inter, se ci riferiamo alla sua ascendenza zodiacale, è una squadra 'mistica', capace di impennate, ma anche di cadute clamorose. (Da Inter, declino e caduta: il dottor Andrea Stramaccioni, Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2013)
  • Per inquadrare lo spessore concettuale della squadra Inter, credo non si possa prescindere dalla sua data di nascita, frutto di una "scissione" dal Milan, avvenuta il 9 marzo del 1908. L'idea della differenza, della diversità, una scissione costitutivamente ontologica che è difficile, se non addirittura impossibile, ricomporre in un quadro di certezze condivise, è il grande archetipo originario di questa squadra. L'Inter ha, infatti, una vocazione antisistematica congeniale, che produce un campo di tensione irriducibile. [...] L'Inter ha metabolizzato nel profondo questa sua diversità e, in alcuni momenti della sua storia, come nella stagione odierna costellata da errori gestionali, infortuni clamorosi e reiterati, sviste arbitrali ripetute, sembra quasi volersi punire per questa colpa originaria, un'idea della colpevolezza destinale a cui non si può sfuggire, quella stessa idea che, nel secondo atto della Vita è un sogno di Calderon de La Barca, esprime il principe Sigismondo nel suo soliloquio: "Qual è stata la mia colpa se non quella di essere nato?". (Da Il destino dell'Inter: la scissione e la colpa, Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2013)

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