Emilio Praga

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Al 2014, le opere di un autore italiano morto prima del 1944 sono di pubblico dominio in Italia PD

Emilio Praga (1839 – 1875), scrittore, poeta e pittore italiano.

  • Gobba a ponente, | Luna crescente! | Fuori, lucertole – e moscerini, | Bruchi, larvucce – e farfallucce | Lumache e rane – fuor dalle tane! Il segno è certo, – Tutti all'aperto! | Presto, rotonda – e rubiconda | Nella bonaccia – la bella faccia | Risplenderà. (da Serenata alla luna, in Penombre)
  • Me lo ha detto il vino, | E il vin non erra! (da Notte di carnevale, in Penombre)

Incipit di alcune opere[modifica]

Due destini[modifica]

L'ultima cresta delle Alpi spiccava negra e tagliente sull'oro del cielo; – sembrava una bara rosicchiata da qualche tarlo mostruoso, e posta là, immensa, per ricevere il sole. Dalle falde più basse, i dirupi, i pini, le querce, i frassini chiassosi precipitavano nella valle una ridda gigantesca di ombre che si avvoltolavano pei culmini e le profondità, allungandosi, allargandosi, rimpicciolendosi, in su e in giù, a destra, a sinistra, da tutte le parti, tonde, aguzze, attortigliate, distese, come corpi senz'ossa rovesciati alla rinfusa da una mano invisibile.

I profughi fiamminghi[modifica]

Sotterraneo di una antíca chiesa abbandonata; lunga scala in rovina che mette alla porta – da una parte un piccolo uscio che conduce a un vestibolo abitato da Marta. – Qualche immagine sbiadita e lampade qua e là sulle pareti. – Da un'ampia fessura della vôlta appare una striscia di cielo.
Il Cav. di Nua fra uno stuolo di Armati.

Coro Pei taciti boschi che il volgo paventa
La schiera dei forti qui giunge al convegno.
Chi siete?
Voci dall'alto Fratelli! -
I primi D'Anversa? -
Gli altri (scendendo) Redenta! -
I primi Salute!
Gli altri Ed il Conte?
I primi Verrà; ne diè pegno! -

Memorie del presbiterio: scene di provincia[modifica]

Fra parecchie centinaia di versi che, in mancanza di meriti più assoluti, ebbero incontestabilmente quello di sciogliere per bene lo scilinguagnolo alla sonnolenta critica letteraria del bel Paese, v'hanno due componimenti sovra cui piovve con rara abbondanza la lode; la lode che è per l'anima di un autore ciò che è pei fiori la pia rugiada dell'alba. Uno di quei componimenti aveva nome il Professore di greco, l'altro portava il titolo che sta in cima di queste righe.
Senza ch'egli ripudii gli altri suoi figli, è naturale che questi due sieno i prediletti del poeta.
Guardate il sorriso trionfante della madre di cui vi prendete nelle braccia e accarezzate, ammirando, il bambino; per poco ella si ristà dal fare altrettanto con voi.

Penombre[modifica]

Noi siamo figli dei padri ammalati;
aquile al tempo di mutar le piume
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull'agonia di un nume.
Nebbia remota è lo splendor dell'arca,
e già all'idolo d'or torna l'umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s'attende invano;
s'attende invano dalla musa bianca
che abitò venti secoli il Calvario,
e invan l'esausta vergine s'abbranca
ai lembi del Sudario...

Tavolozza[modifica]

Spesso una voce incognita
mi dice: – O giovinetto,
perché dolente hai l'anima,
e pallido l'aspetto?
Di desidèri inutili,
oh, non ascolta il grido;
l'aura che vien dagli uomini,
amico, è un verbo infido!

Trasparenze[modifica]

Era l'estate e l'alba – un'alba pura
di amaranto, di viola e di carmino -
parean soli olezzar nella natura
la viola e il gelsomino.
Dissi alla Musa : – Usciamo, andiam nei prati!
Di illusïoni abbellirà la strada
il ronzìo degli insetti spensierati
che imperla la rugiada.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]