Enrico Paoli

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Enrico Paoli nel 2004

Enrico Paoli (1908 – 2005), scacchista e compositore di scacchi italiano.

Citazioni di Enrico Paoli[modifica]

  • [commentando i risultati del Torneo di Capodanno di Reggio Emilia del 1969-1970] Mariotti, le cui prospettive sono eccellenti, ha giocato con genialità, con veemenza, con ricchezza d'idee: avrebbe dovuto vincere con almeno due punti di distacco se non avesse finito per infilzarsi sulle lance dell'avversario per troppo slancio. Una rivista inglese ha definito Mariotti «the Italian Fury» (la furia italiana). Con un po' di maturazione potrà giungere a grandi successi poiché le sue doti sono quelle d'un vero campione.[1]

Strategia e tattica nel gioco degli scacchi[modifica]

  • Un pedone libero, il possesso di una colonna, il dominio d'una diagonale, un cavallo ben piazzato ed inamovibile a scanso di guai peggiori, una torre in settima [traversa] all'attacco dei pedoni avversari, ecc. sono dei vantaggi strategici che, nella maggioranza dei casi, costituiscono la premessa della vittoria. (parte prima, p. 6)
  • La teoria delle aperture può essere appannaggio di tutti poiché il punto di partenza è immutabile; la tecnica dei finali, per quanto meno facile di quello che si creda, può venire acquisita da ognuno: questione quasi esclusivamente di applicazione e di studio profondo e sistematico. Ma il mezzo della partita no, né v'è manuale che si attenti d'insegnarlo e, e se anche ciò si verificasse, mente umana che sia capace di ritenere le infinite varianti e posizioni che ne risulterebbero! (parte prima, p. 7)
  • [sui pedoni] Philidor li chiamò l'«anima degli scacchi».
    V'è certamente dell'esagerazione in questa sua affermazione, ma gliela si può perdonare, poiché fu lui, precursore incompreso, a cogliere per primo la grande importanza che hanno i pedoni nel nostro gioco. Solamente che, come generalmente avviene, i suoi discepoli non compresero affatto il concetto profondo del Maestro e ne applicarono pedissequamente i dettami, annichilendo la impareggiabile bellezza degli scacchi con la costruzione di rigide impalcature di pedoni, snaturando l'essenza sublime del gioco.
    Comunque Philidor fu colui che per primo pose la pietra della costruzione strategica moderna, sulla quale poi il grande genio di Stenitz[2] edificò un monumento imperituro.
    Il suo precipuo difetto fu quello di riferirsi alla funzione strategica dei pedoni solamente in connessione al gioco chiuso, trascurando del tutto il loro dinamismo nel gioco aperto. (parte terza, p. 96)
  • Maestri e scrittori di cose scacchistiche si sono sbizzarriti nel voler trovare una definizione complicata per spiegare al principiante che cosa sia la «combinazione».
    Non vorrei seguirli su tale improba strada e dirò con le mie povere parole che cosa io intenda con tale denominazione.
    «Lo sfruttamento d'un errore avversario con un seguito di mosse praticamente o assolutamente forzate».
    I romantici del nostro gioco torceranno la bocca, indignati, e profondamente! Una definizione così disadorna e così prosaica? Come?! Le meravigliose combinazioni di Morphy, Anderssen, Alekhine, sono dovute a sviste dell'avversario?
    Sono spiacente di non poter essere d'un'opinione diversa. Leggetevi una partita corretta e vedrete che combinazioni non ce ne saranno per quanto uno si faccia venire il mal di capo a cercare. (parte sesta, p. 325)

Citazioni su Enrico Paoli[modifica]

  • Il 1951 fu l'anno magico di Enrico Paoli: nei primi tre mesi esplose vincendo tre importanti competizioni una dopo l'altra a Vienna, Venezia e Firenze. [...].
    In marzo Paoli divenne per la prima volta campione d'Italia, dimostrando maggiori capacità di resistenza dei suoi avversari e approfittando inesorabilmente dei loro errori. (Storia degli scacchi in Italia)

Note[modifica]

  1. Da 12º Torneo di Reggio Emilia, in «L'Italia Scacchistica», a. LX, n. 1, 1970, p. 1; citato in Adriano Chicco e Antonio Rosino, Storia degli scacchi in Italia, Marsilio Editori, Venezia, 1990, parte quinta, cap. 34, p. 400.
  2. Wilhelm Steinitz (1836–1900), scacchista austriaco naturalizzato statunitense, dal 1886 primo campione del mondo di scacchi.

Bibliografia[modifica]

  • Enrico Paoli, Strategia e tattica nel gioco degli scacchi, sesta edizione aggiornata, Mursia, Milano, 1987.

Altri progetti[modifica]