Al 2017 le opere di un autore italiano morto prima del 1947 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Ernesto Teodoro Moneta

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ernesto Teodoro Moneta
Medaglia del Premio Nobel
Per la pace (1907)

Ernesto Teodoro Moneta (1833 – 1918), giornalista e patriota italiano.

Citazioni di Ernesto Teodoro Moneta[modifica]

  • Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi rancori, si riuniranno sotto la bandiera della fraternità universale e, cessando ogni disputa, coltiveranno tra loro relazioni assolutamente pacifiche, quali il commercio e le attività industriali, stringendo solidi legami. Noi aspettiamo quel giorno.[1]

Incipit di alcune opere[modifica]

L'opera delle società della pace dalla loro origine ad oggi[modifica]

La Società Internazionale per la Pace – Unione Lombarda, – che ha avuto la fortuna di avere fra le associazioni da essa fondate, questa Sezione di Como che è oggi, mercé l'opera intelligente e fervida della sua benemerita presidente, e del segretario, avvocato Cantoni, fra le più fiorenti e promettenti d'Italia, vi porta, signore e signori, il suo fraterno e cordiale saluto.
L'inspirazione che mosse la Società di Como a farsi essa nel secondo anno della sua esistenza, centro e preparatrice di questo sesto Congresso Nazionale per la pace, ve la dirà la sua benemerita presidente, la signora Anna Perti Casnati.

Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo decimo nono[modifica]

Venuta per rinnovare il mondo, fra i tanti mali che la rivoluzione francese voleva distruggere – tirannide, superstizione, privilegi ereditari e di classe – la guerra teneva uno dei primi posti.
In tutto quel periodo che fu la preparazione intellettuale della rivoluzione, dall'abate Saint-Pierre a Diderot, da Voltaire a Rousseau, i grandi pensatori, i poeti e gli economisti, nell'Enciclopedia e col teatro, col romanzo e colla satira, avevano gli uni stimmatizzato, gli altri anatomizzato la guerra, condannandola come la massima piaga e ad un tempo l'onta maggiore dell'Umanità, e causa principale del dispotismo dei re.

Note[modifica]

  1. Dalla sua conferenza ad Oslo del 25 agosto 1909, La paix et le droit dans la tradition italienne; citato in Aa.Vv., Garibaldi. Vita, pensiero, interpretazioni. Dizionario critico, Gangemi Editore, Roma, 2008, p. 112. ISBN 978-88-492-1481-9

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]