Ernst Mach

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Ernst Mach

Ernst Mach (1838 – 1916), fisico e filosofo austriaco.

Citazioni su Ernst Mach[modifica]

  • È interessante confrontare l'analisi di Mach dell'uso dei principi nella scienza con quelli di Einstein. Einstein lesse Mach con interesse e ne fu influenzato sotto diversi aspetti. (Paul Feyerabend)
  • La scienza per Mach era tradizione storica. Per spiegare il suo sviluppo e preparare gli scienziati ai loro compiti, egli usava storie, non modelli astratti. Andò alla ricerca di teorie relativistiche dello spazio e del tempo e plaudì ad esse quando fecero la loro comparsa (l'introduzione all'Ottica Fisica che contiene una severa critica della relatività speciale sembra essere un falso architettato dal figlio di Mach, Ludwig), e anticipò le caratteristiche di base della meccanica quantistica. Esprimendoci nel linguaggio del materialismo dialettico possiamo dire che Mach diede un resoconto materialistico della crescita della conoscenza (scientifica). Questo è quello che Mach fece. Quello che disse di aver fatto è un'altra faccenda. (Paul Feyerabend)

Albert Einstein[modifica]

  • Era così forte in lui il piacere immediato di vedere e capire – l'amor dei intellectualis di Spinoza – che fino in tarda età ha guardato il mondo con gli occhi curiosi di un bambino, continuando a trovare gioia e appagamento nel capire i nessi tra le cose.
  • Mach era un ottimo studioso della meccanica, ma un pessimo filosofo.
  • Per quanto riguarda Mach, è bene distinguere tra l'influenza che ebbe in generale e quella che esercitò su di me in particolare. Mach ha compiuto significative ricerche sperimentali (ad esempio, la scoperta delle onde d'urto, basata su un metodo ottico veramente geniale); ma non di questo vogliamo discutere, bensì di come influenzò la visione generale dei concetti di base della fisica. In questa prospettiva il suo grande merito sta, a mio parere, nell'aver allentato il dogmatismo che dominava in quell'ambito nei secoli XVIII e XIX. Egli ha cercato di mettere in luce, specialmente nei campi della meccanica e della teoria del calore, il modo in cui i concetti hanno avuto origine dall'esperienza; Mach sosteneva in maniera convincente l'opinione che finanche i più basilari tra i concetti fisici si fondano sui dati empirici e, da un punto di vista logico, non sono in alcun modo necessari. Evidenziando come nella fisica siano cruciali i problemi connessi ai concetti di base, più che quelli d'ordine logico-matematico, egli ha esercitato un'influenza particolarmente salutare. Il suo punto debole stava, a mio modo di vedere, nel considerare l'attività scientifica all'incirca un semplice «mettere ordine» nei materiali empirici. Egli, insomma, non rese giustizia all'elemento di libera volontà costruttiva presente nella formazione dei concetti. Riteneva, in certo modo, che all'origine delle teorie vi fossero «scoperte» e non «invenzioni», spingendosi addirittura a vedere, nelle sensazioni, unità costitutive del mondo reale piuttosto che semplici oggetti di comprensione; pensava di poter colmare in tal modo lo iato fra psicologia e fisica. Fosse stato coerente fino in fondo, avrebbe dovuto rifiutare non solo l'atomismo, ma l'idea stessa d'una realtà fisica.

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