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Félix Vallotton

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Félix Vallotton: Il valzer (1893)

Félix Vallotton (1865 – 1925), pittore svizzero.

Citazioni su Félix Vallotton

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  • Ciò che costituisce il maggior merito di Félix Vallotton, disegnatore così fermo, sicuro e personale nella sua volontaria limitazione dei mezzi grafici di rappresentazione, decoratore così garbato ed efficace, psicologo così sottile ed osservatore spesso così acuto delle realtà anche più usuali e volgari, è che egli ha sempre voluto e saputo vivificare quanto di arcaico ha la forma da lui prescelta, mercé un sentimento schietto e profondo della modernità. Ed avviene così che, mentre la ricerca alquanto artificiosa di un dilettantistico arcaismo raffredda, dopo un po' di tempo che le abbiamo guardate, il godimento estetico che a bella prima ci hanno procurato le ingegnose fantasie decorative, [...], non ci stanchiamo punto di contemplare le incisioni del valente ed originalissimo disegnatore di Losanna, perché ci accorgiamo subito che sotto la vecchia ruvida corteccia fluisce una linfa abbondante e giovine, la quale assicura viride[1] foglie, olezzanti fiori e savorosi[2] pomi ai nostri occhi, alle nostre nari, al nostro palato del secolo ventesimo. (Vittorio Pica)
  • Se, [nelle sue incisioni su legno,] rinnovando gli antichi metodi semplicisti dei grandi maestri del XV e XVI secolo, Vallotton ricerca prima e sopra d'ogni altra cosa, l'effetto pittorico, considerato sempre dal particolarissimo punto di vista d'una fattura xilografica di volontaria rigidezza, egli però non si accontenta di essa, eccezion fatta per alcune vignettine di evidente carattere ornamentale, come quelle leggiadrissime delle Bagnanti e ora vi aggiunge l'indagatrice penetrazione psicologica, ora l'osservazione acuta del vero ed ora un bonario ed acre senso di umorismo, che talvolta poi assume aspetto tragico e tal'altra scivola nel macabro. (Vittorio Pica)
  • Vallotton irrigidisce, sottrae: in lui anche il mito, le allegorie, le figure femminili paludate in ampi panneggi, naturalmente esposti al vento come nuvole, subiscono un drastico ridimensionamento. Perdono ogni aura romantica i temi del Decadentismo, del Simbolismo, con i loro ampi margini di evocazione, da Gustave Moureau a Odilon Redon: restano letteratura: Vallotton è il grande sobrio: severo, austero, senza colpa e senza peccato, lontano sia dagli ardimenti delle avanguardie che dai veleni del gusto decadente. (Vittorio Sgarbi)
  • Vallotton semplifica, stilizza, riduce, restando apparentemente fedele alla realtà, ma vuole rivelarci il segreto ordine delle cose che è lì, in superficie e sembra continuamente scivolare via. (Vittorio Sgarbi)

Note

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  1. Raro latinismo per "verdi".
  2. Variante arcaica di "saporosi".

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