Feliks Feliksovič Jusupov

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Il principe Jusupov con la moglie la granduchessa Irina Romanovna nel 1914 circa

Feliks Feliksovič Jusupov (1887 – 1967), aristocratico russo.

Citazioni di Feliks Feliksovič Jusupov[modifica]

  • Abituato a essere adulato io stesso mi stancai presto di corteggiare una donna. La verità è che amavo soltanto me stesso.[1]

Citazioni su Feliks Feliksovič Jusupov[modifica]

  • Il principe Feliks Feliksovič Jusupov, ventinovenne, appartiene ad una delle famiglie più nobili e ricche del paese. Un'infanzia troppo viziata ha fatto di lui un essere ambiguo, capriccioso, raffinato, pigro e impulsivo. Sin dalla più tenera età, si è sentito attratto dalle immagini del vizio e della morte. Gli basta che un'opera d'arte sia insolita per dichiararsene prossimo. (Henry Troyat)
  • Vuole essere un dandy nel pensiero come nella forma delle sue unghie o nei riccioli della sua pettinatura. Con la sua figura slanciata, il volto delicato, gli occhi languidi, ha preso gusto durante la sua adolescenza a travestirsi da donna. Ancora adesso, gli sguardi degli uomini maturi sulla sua persona, i loro complimenti, le loro avances, solleticano la sua vanità. Ma non per questo disdegna le donne. Soltanto, lo irritano perché esigono, per atavismo o educazione, di essere circondate da mille attenzioni ridicole. (Henry Troyat)

Note[modifica]

  1. Principe Feliks Jusupov, Avant l'exile; citato in Henri Troyat, Rasputin (Raspoutine), traduzione di Catherine McGilvray, Oscar storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998, p. 148. ISBN 88-04-45402-4

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