Fico d'India
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Citazioni sul fico d'India.
Citazioni
[modifica]- Attento ai fichi d'India perché | hanno tante spine, ma invece se | tu trovi un fico ch'è normal | te lo prendi e non ti farai del mal. (Il libro della giungla)
- Erano di pietra celeste, tutti fichidindia, e quando si incontrava anima viva era un ragazzo che andava o tornava, lungo la linea, per cogliere i frutti coronati di spine che crescevano, corallo, sulla pietra dei fichidindia. (Elio Vittorini)
- Nel meridione e nelle isole, potete inserire anche una siepe di ficodindia. Non è pianta indigena, ma da secoli ormai fa parte dell'ambiente mediterraneo. Ottima per scoraggiare i predoni umani, potrebbe addirittura servirvi per attirare l'usignolo d'Africa! (Tony Soper)
- Ma giacché è tornato in campo il discorso de' fichi d'india, non voglio tacere un mio pensamento, che se mai venisse recato ad effetto, sarebbe fruttuosissimo per la Sicilia, non che per l'Isole Eolie. Il Messico, e qualche altra Provincia della Spagna, sono i Paesi, dove raccogliesi l'insetto Cocciniglia (Coccus cacti. Lin.), e il commercio che se ne fa, si valuta molti e molti milioni in argento per anno. Le Eolie, e la Sicilia, che può considerarsi come la parte più meridionale dell'Italia, divisa da lei per la irruzione del mare, che ha prodotto lo Stretto di Messina, perché non potrebbero divider col Messico i vantaggi di questa preziosa droga? Due cose vi si richieggono, la pianta su cui vive e moltiplica cotale insetto, e la presenza di lui ne' mentovati luoghi, dove si vuol propagare. Per quanto al primo, cotesta pianta si è appunto il volgarmente detto fico d'india, tanto abbondante all'Eolie, e alla Sicilia, e di cui ho veduto coperte le falde dell'Etna. È scritto che le opunzie al Messico, ove sieno coltivate con diligenza, crescono fino all'altezza di otto piedi, e le foglie di alcune giungono in lunghezza quasi ad un piede. Abbiam narrato, che quelle di Lipari, e così vuol dirsi del rimanente dell'Eolie, e di quelle della Sicilia, si sollevano a elevatezza maggiore; quindi non è maraviglia se le foglie sogliano oltrepassare il piede in lunghezza. Se adunque in Sicilia, e all'Eolie prosperano come in America, e fors'anche meglio, le opunzie, perché non vi potranno prosperare egualmente bene le cocciniglie, che di esse si cibano?
- Per più mesi adunque dell'anno si mangiano da' Liparesi, e per la grande abbondanza si vendono a vilissimo prezzo, fatta anche maggiore per l'industria de' Nazionali; poiché oltre ai fichi d'india che la terra produce da sé, si piantano a gran numero in vicinanza dell'abitato; e la maniera di moltiplicarli è delle più facili. È noto che questa pianta moltiplica mediante le foglie, figurate a modo di desco allungato, più stretto in una estremità, che nell'altra, le quali foglie per la qualche somiglianza con le pale, da' Siciliani si chiamano con questo nome. Ogni foglia è grossa e polputa, ed ambedue le facce sono sparse di più bottoncini, ossieno gemme, d'onde esce una infinità di picciolissime spine, con una grossetta nel centro della lunghezza d'un pollice. Tanto solamente che tocchin terra coteste gemme, mettono le radici, qualunque ne sia il terreno, ed ivi allignano felicemente. La foglia radicata alla terra ne mette altre e poi altre, ed essa che prima era piatta, fassi col tempo ritonda, e divien tronco, il quale si allunga, ed ingrossa, in ragione dell'altre foglie, che pullulano su la prima. E però il pedale, e il tronco de' fichi d'india, che come ho detto ha talvolta il diametro al di là d'un piede, non è che una serie di foglie in piè diritte, e punta a punta insieme attaccate.
- Questo arbusto presso noi non la dura nel verno, se non se custodito nelle stufe, e per trovarsi in un clima non suo, cresce sempre a poca altezza, e i suoi frutti son piccioli stentati e buoni da nulla. All'opposito a Lipari, e così vuol dirsi dell'altre Eolie, prospera a segno, che d'ordinario è alto dieci e dodici piedi, e talvolta anche quindici, e il diametro del fusto ha di lunghezza un piede e talvolta più ancora. Le sue frutta, che di grossezza pareggiano un uovo di gallina d'india, sono dolci, e gustosissime al palato, e di una facilissima digestione. Sendo acerbe, la loro corteccia è verde, ma giallo-rossa quando divengon mature. Appigliasi questa pianta, e vegeta mirabilmente dove che sia, purché trovisi esposta alle benigne guardature del cielo, e la più favorevole si è quella del mezzodì. I più magri terreni del pari che i più pingui, le spaccature delle lave, le rovine delle antiche case, gli aridi calcinacci, e i fessi delle muraglie, sono luoghi egualmente idonei alla sua vegetazione. Si sa che i suoi frutti nascono, e crescono su gli orli delle foglie: incerto ne è il numero, ma bene spesso è grande: in tal foglia ne ho contati fino a 22. Cominciano a maturare sul principio di agosto, e la maturazione continua fino in novembre. In certi luoghi però si estende a tutto l'inverno, dove la postura volta sia incontro alle più benefiche influenze del sole. Ma anche ne' siti che non godono di tale vantaggio si possono avere belli e maturi nel verno, col raccoglierli acerbi in autunno, sì veramente che rimangano attaccati alla foglia matrice, o ad un pezzo di lei; facilmente perché allora il sugo della foglia, che è sempre grossa, e polposa, passa in nutrimento del frutto.
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