Filippo Inzaghi

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Filippo Inzaghi (2007)

Filippo Inzaghi (1973 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Citazioni di Filippo Inzaghi[modifica]

  • Finché starò bene indosserò questa maglia[1], questa è l'ultima maglia della mia carriera. (citato in Gattuso: "Alla faccia di chi ci vedeva in crisi", Gazzetta.it, 23 maggio 2007)
  • La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d'onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno. (dalla lettera ai tifosi, Ciao Milan, grande amore mio, ACMilan.com, 11 maggio 2012)
  • [Dopo l'infortunio dell'11 novembre 2010 contro il Palermo.] La vita e il calcio sono così. Un minuto prima giochi e lotti, un minuto dopo ti tieni il ginocchio fra le mani. Ed è un minuto dopo che ti guardi attorno. E io attorno a me ho tutti voi. Grazie. Mi avete emozionato tutti, la Società, il Mister, i miei compagni di squadra, i miei tifosi. Io guardo voi e voi abbracciate me. In fondo al vostro cuore lo sapete, come lo so io, che è dura, ma io non mollo. (citato in Milan, primato e mazzata: stagione finita per Inzaghi, Gazzetta.it, 11 novembre 2010)
  • Nel mio Milan non c'è spazio per chi non lotta (9 luglio 2014, presentazione ufficiale come nuovo allenatore del Milan)  fonte? fonte?
  • Io penso, spero, che un giocatore allenato da Pippo Inzaghi debba sapere che si deve guadagnare il posto sul campo. Con me si parte tutti da zero. (9 luglio 2014, presentazione ufficiale come nuovo allenatore del Milan.)  fonte? fonte?
  • Montella dice che non ero forte tecnicamente? Se mi trova uno che fa 316 gol mi fa piacere... (citato in Inzaghi: «Io scarso? Montella trovi un altro da 316 gol...», Tuttosport.com, 25 ottobre 2014.)
  • [Riferito al gol segnato alla Repubblica Ceca duranti i Mondiali 2006] Nell'azione del gol ho pensato solo a far finta di darla a Barone sulla destra, cercare di scartare Cech, ma era un rischio perché è alto quasi due metri e non dovevo allungarmi troppo. In quei momenti, però, se pensi troppo diventa tutto molto difficile.[2]

E adesso dormo ancora meno

Intervista di Fabrizio Salvio, SportWeek, nº 32 (897), 11 agosto 2018, pp. 36-39

  • Pensavo che non ci fosse niente di meglio che buttare la palla in porta, invece il cuore batte forte anche adesso che sto in panchina. Ed è vero che il mestiere di allenatore è più difficile di quello del calciatore: da giocatore pensi a te stesso, da tecnico devi prenderti cura degli altri.
  • Digerivo male le esclusioni [da calciatore] ma non ho mai mancato di rispetto ad allenatore e compagni. Andavo in panchina, mordevo il freno e quando entravo facevo di tutto per dimostrare al tecnico che aveva sbagliato a lasciarmi fuori.
  • [«Qual è la cosa cui ha fatto più fatica ad abituarsi nei panni di allenatore?»] La cosa più difficile è lasciare uno in panchina. Cerco di essere il più onesto possibile, dico le cose in faccia evitando i sotterfugi. Per carità, li odiavo da giocatore, figuriamoci se li uso adesso. Un allenatore non sempre deve dare spiegazioni delle sue scelte, se no passerebbe il giorno a parlare, ma ci sono giocatori che meritano un'eccezione: per la loro cifra tecnica, per la loro storia, per il peso che hanno nello spogliatoio.
  • A me non piace vender fumo. Cerco un calcio pratico che mi faccia vincere le partite. Per riuscirci devo esaltare le caratteristiche dei miei giocatori. Non sono uno che si piega al modulo, anche perché qualcuno dovrebbe spiegarmi quale sia il modulo vincente.
  • [Sulla definizione di "culto della vittoria".] Per me inseguire la vittoria è una fortuna e non uno stress. Vincere è la benzina che mi alimenta. E separo l'ambizione dalla presunzione.

Citazioni su Filippo Inzaghi[modifica]

  • Ancora oggi non riesco a spiegarmi come facesse a segnare tanti gol. Se scomponi il centravanti Inzaghi trovi ben poco di interessante. Non aveva dribbling, non aveva tiro da fuori. Era più scarso rispetto a tanti bomber che hanno avuto la metà del suo successo. Però lui nel suo lavoro ci ha messo tenacia, convinzione, rabbia. La grinta ha pagato più del talento. E con le stesse armi diventerà anche un grande allenatore. (Vincenzo Montella)
  • Era il mio idolo da bambino. Io non tifavo per questa o per quella squadra, ma per la formazione in cui giocava Pippo. Sono passato dall'averlo sul poster in camera a compagno nello spogliatoio. Qualcuno vede analogie fra di noi, forse solo nel carattere: lui è un campione. (Alberto Paloschi)
  • Filippo Inzaghi non è proprio un calciatore, però possiede un enorme istinto omicida davanti a una porta. È la sua qualità. (Zlatan Ibrahimović)
  • Lo conosco da anni: Inzaghi è un maniaco, un perfezionista. Lo era da giocatore e lo è da tecnico. Nello spogliatoio si fa rispettare: c'è il momento in cui si lavora, e lì Inzaghi non transige, e il momento in cui si può scherzare. C'è una fiducia corrisposta tra noi e lui. Da tanti anni non si respirava un'aria così a Milanello. (Ignazio Abate)
  • Lui vive dentro il calcio, non ti fa respirare un secondo, ti sta sul collo. Io personalmente sono molto contento di averlo come allenatore. Da due anni e mezzo non avevamo più un'idea di gioco... Con lui fin dal primo allenamento siamo riusciti a capire la gestione del pallone, come dovevamo giocare e rapportarci fra i reparti. Noi centrocampisti adesso sappiamo quello che dobbiamo fare. (Sulley Muntari)
  • Non è Inzaghi ad essere innamorato del gol, è il gol ad essere innamorato di Inzaghi. (Emiliano Mondonico)
  • Quel ragazzo deve essere nato in fuorigioco[3]. (Alex Ferguson)
  • Vedere correre così tanto Inzaghi a 39 anni ti fa pensare che tutto sia possibile per noi. Io vomiterei se corressi tanto quanto lui. (Kevin-Prince Boateng)

Note[modifica]

  1. Riferendosi alla maglia del Milan, dopo la finale di Champions League del 2007 col Liverpool.
  2. Citato in Emanuela Audisio, Le seconde linee fanno festa, Atlante de la Repubblica, 2006, p. 88.
  3. Dopo aver appreso che Inzaghi sarebbe il giocatore finito più volte in fuorigioco nella storia del calcio.

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