Francesco Pasinetti
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Francesco Pasinetti (1911 – 1949), critico cinematografico, sceneggiatore e regista italiano.
Citazioni di Francesco Pasinetti
[modifica]- Non è certo Bengasi un film istintivo, fatto di slancio e di fantasia; ma dosatissimo e sapientemente organizzato allo scopo di raggiungere un fine di propaganda. [L'opera] ha un suo piglio vigoroso. [...] La società produttrice [...] ha messo a disposizione del regista tutti i mezzi, non badando, come si suol dire, a spese. È stato ricostruito un quartiere di Bengasi, sono stati allestiti interni lussuosi, sono state impiegate masse enormi. E i mezzi, in cinema, contano qualcosa. Per dare un esempio: il bollettino pubblicitario del film ci fa sapere che sono stati utilizzati cinquecento quintali di chiodi; il resto in proporzione. Pur volendo fare un documentario, Genina anziché scegliere [i suoi interpreti] diciamo così dalla strada, li ha scelti fra gli attori più noti, [...] guidandoli tutti con quella maestria che gli è propria. [I quattro episodi si alternano] sullo sfondo della più grossa vicenda di cui è protagonista la città di Bengasi: episodi che intendono far vibrare le corde sentimentali dello spettatore, portarlo all'ansia, alla sorpresa, alla commozione, all'entusiasmo.[1]
- [Su Un colpo di pistola] Un film in cui tutto è calcolato, e pertanto [...] quasi privo d'ogni slancio: accuratissimi gli ambienti, studiatissime le inquadrature [...], rifinite le scenografie interne ed esterne, fotografati con velatini i primi piani, sfumati i paesaggi [...]. Non giova, mi pare, al film [...] il modo del racconto, che è fatto da uno dei personaggi, ma – e qui sta la novità e [...] il difetto – in momenti diversi [...]. I momenti migliori consistono nell'inizio – una scena [...] di pattinaggio su un lago gelato –, nella sequenza delle manovre militari, in quella del temporale, per il movimento dei personaggi quasi coreografico [...], ma soprattutto nella scena del duello [...]. Ora che Castellani ha dimostrato [...] di conoscere perfettamente la tecnica del cinema, viene spontaneo di desiderare che egli si volga alla realizzazione di drammi più impegnativi.[2]
Note
[modifica]Bibliografia
[modifica]- Francesco Savio, Ma l'amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943), Sonzogno, Milano, 1975.
Filmografia
[modifica]- La peccatrice (1940) – sceneggiatura
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