Frederik Pohl

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Frederik Pohl nel 2008

Frederik George Pohl Jr. (1919 – 2013), scrittore statunitense.

Il morbo di Mida[modifica]

Incipit[modifica]

E così alla fine si sposarono.
Erano una bella coppia, lei avvolta nei suoi venti metri volanti di velo d'un bianco immacolato, lui con la giacca grigia da cerimonia e i pantaloni fumo di Londra.
Non fu un matrimonio in pompa magna, ma era il massimo che potessero permettersi.
Alla cerimonia erano stati invitati solo i parenti più stretti e gli amici più intimi.

Citazioni[modifica]

  • La globalizzazione ha risolto tutti i problemi dell'umanità. Ora bisogna consumare. A qualsiasi costo. (dalla copertina)
  • Beati i poveri, che saranno quelli che erediteranno la Terra. (p. 22)
  • L'abbondanza era diventata una droga cui tutti si erano assuefatti e non si poteva più limitarne la dose. (pp. 39-40)

Explicit[modifica]

Improvvisamente capì: — Mio Dio! — esclamò guardando la moglie con gli occhi sbarrati. — Vuoi dire che...
— Sì, è proprio così — fece Cherry, arrossendo lievemente.
Lui se la strinse tra le braccia.
— Amore mio! — esclamò, — perché non me lo avevi detto?

Incipit di alcune opere[modifica]

Dolce triste regina delle isole vaganti[modifica]

Nell'anno duemila e tre, sul mare nata,
al retaggio del padre fu legata.
E nel duemila e dieci Ben, suo fratellastro,
mutò l'eredità di lei in un capestro.
Ebbe amori e li perse, conobbe gioie e pianti,
dolce, triste regina dell'isole vaganti.

Frugate il cielo[modifica]

In piedi sulla sommità della Rampa dei Commercianti, Ross teneva lo sguardo fisso sulle Corti. Quella parola gli era stampata nella mente: decadenza.
Su tutto il Pianeta di Halsey aleggiava un sentore di decadenza. Solo l'enorme spazioporto, sempre in piena attività, ben tenuto e perfettamente organizzato, si salvava. Dal punto in cui si trovava, in cima alla Rampa, Ross poteva spaziare con lo sguardo sulle Corti, sulle guglie di Halsey City, lontana dieci chilometri e sulla grigia distesa in rovina della Città Fantasma.

Ordine di distruzione[modifica]

Certo poteva anche essere considerato un peccato che l'intera popolazione del pianeta Terra fosse condannata a morire. Dopo tutto ognuno possiede un certo senso di giustizia. E una qualità che si potrebbe chiamare misericordia. Nessuno rinuncia a pensare che ci sia veramente qualche speranza che prima o poi le attuali specie litigiose ed irrequiete vengano rimpiazzate da individui più nobili e più meritevoli, e sembra un peccato precludere questa possibilità. E soprattutto si ha una certa esitazione di fronte al principio del "campione". È giusto che tigri e tartarughe debbano morire a causa degli errori dell'animale uomo a cui sono soltanto vagamente imparentate? Ed è giusto che tre miliardi e più di esseri umani debbano venire cancellati sulla base dell'attento esame di un singolo individuo? Viene fatto di pensare che non sia leale.

Bibliografia[modifica]

  • Frederik Pohl, Dolce triste regina delle isole vaganti, traduzione di Gianluigi Zuddas, in "Storie del Pianeta Azzurro", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1987.
  • F. Pohl e C.M. Kornbluth, Frugate il cielo, [traduttore non indicato], Mondadori, 1973.
  • Frederik Pohl, Il morbo di Mida (The Midas Plague, 1954), traduzione di Paola Colombo, collana Odissea Fantascienza n.° 19, Delos Books, 2007. ISBN 978-88-89096-71-0
  • Frederik Pohl, Ordine di distruzione, traduzione di Rosella Sanità, Mondadori, 1975.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]