Gerhard Ludwig Müller

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Il vescovo Gerhard Ludwig Müller (anno 2006)

Mons. Gerhard Ludwig Müller (1947 – vivente), cardinale, arcivescovo cattolico e teologo tedesco.

Citazioni di Gerhard Ludwig Müller[modifica]

  • Corpo e sangue di Cristo non significano le parti fisiche dell'uomo Gesù durante la sua vita o nel suo corpo glorificato [...] Corpo e sangue significano qui piuttosto una presenza di Cristo nel segno mediato dal pane e del vino.[1]
  • Nel discorso alla Curia Romana del 22 dicembre 2005, Benedetto XVI mette in evidenza "un'ermeneutica della riforma nella continuità" a fronte di una "ermeneutica della discontinuità e della rottura". Joseph Ratzinger si pone così nel solco delle sue affermazioni del 1966. Questa interpretazione è l'unica possibile secondo i principi della teologia cattolica, vale a dire considerando l'insieme indissolubile tra Sacra Scrittura, la completa e integrale Tradizione e il Magistero, la cui più alta espressione è il Concilio presieduto dal Successore di San Pietro come Capo della Chiesa visibile.
  • Al di fuori di questa unica interpretazione ortodossa esiste purtroppo una interpretazione eretica, vale a dire l'ermeneutica della rottura, sia sul versante progressista, sia su quello tradizionalista. Entrambi sono accomunati dal rifiuto del Concilio; i progressisti nel volerlo lasciare dietro sé, come fosse solo una stagione da abbandonare per approdare ad un'altra Chiesa; i tradizionalisti nel non volervi arrivare, quasi fosse l'inverno della Catholica. (Novembre 2012)[2]

Attribuite[modifica]

  • I cristiani che non sono in piena comunione con l'insegnamento sulla salvezza e la costituzione apostolica ed episcopale della Chiesa cattolica, sono giustificati dalla fede e dal battesimo e incorporati integralmente nella Chiesa di Dio in quanto Corpo di Cristo. (11 ottobre 2011)[3]

La speranza della famiglia[modifica]

  • L'amore è diventato talmente liquido da sembrare con poca forza per fondare seriamente un progetto famigliare. I giovani fidanzati hanno, di fatto, difficoltà a credere in tale solidità. (p. 11)
  • Mi arrischio ad affermare che l'educazione affettiva della gioventù di oggi è tra i problemi più gravi con cui dobbiamo confrontarci. Noi pastori constatiamo con preoccupazione che molti giovani vivono in opposizione a ciò che la Chiesa propone.[p. 13]
  • Perciò, la preparazione remota al matrimonio, fin dall'infanzia e dall'adolescenza dovrebbe essere una delle massime priorità educative dalla pastorale. (p. 15)
  • Il matrimonio non si riduce alla convivenza con un'altra persona: è una decisione definitiva nel quadro della relazione di Cristo sposo con la Chiesa sposa. Cristo viene prima di tutto. (p. 12)
  • Dovremmo annunciare il Dio rivelato che chiama tutti a prendere parte al suo essere relazionale. Dovremmo sottolineare che tale partecipazione alla vita divina non è riservata ad alcuni eletti, bensì è offerta a tutti, celibi e sposati. Soprattutto, dovremo spiegare che questi è stato il grande «regalo di nozze» fatto da Dio all'umanità, per mezzo dell'incarnazione del Verbo e dell'effusione dello Spirito Santo. (p. 15)
  • La parola del Signore: «ciò che Dio ha unito» non lo separi l'uomo, corrisponde alla promessa scambiata da ogni coppia: «Io, A, prendo te, B, come mio legittimo sposo/a». Questo fondamento che rende possibile la speranza, va nuovamente comunicato ai giovani, perché con grande coraggio siano in grado di affrontare la sfida del «per sempre». (p. 15)
  • Il «per sempre» chiaramente si lega all'«una volta per sempre» del sacrificio di Gesù sulla croce che ha dato la Sua vita per noi.[..] Il cuore dell'amore è il donarsi di Dio per noi. Siamo stati liberati da noi stessi, dall'egocentrismo, quando fummo creati dal Dio Trinitario, che esiste nella relazione d'amore del Padre col Figlio nello Spirito Santo. (p. 17)
  • La relazionalità è e sarà sempre fondamentale nella nostra esistenza. È impossibile vivere isolati o chiusi in noi stessi! (p. 17)
  • Ritengo che, in fondo in fondo, questi giovani non siano altro che l'indice della grave difficoltà del nostro mondo di comprendere la vera dimensione di comunione dell'esistenza umana. In un mondo rabbiosamente individualista e soggettivista, il matrimonio non è più percepito come possibilità offerta all'essere umano per raggiungere la sua pienezza, partecipando all'amore. (p. 14)
  • In fondo, si tratta di dire loro che non sono soli in questo cammino, che la Chiesa -sempre madre- li accompagna e sempre continuerà ad accompagnarli. (p. 18)
  • Solamente quando un individuo si apre all'altro è capace di formare con lui una nuova realtà che trascende la persona individuale: mi riferisco alla realtà del matrimonio, la cellula primaria dell'intero organismo sociale. (p. 22)
  • D'altra parte, vorrei sottolineare che recenti indagini svolte tra i nostri giovani hanno confermato il fascino dell'ideale di fedeltà tra un uomo e una donna, fondato sull'ordine divino e naturale della Creazione. Anche se affermano di «credere» nel divorzio, la maggior parte tra loro aspira a una relazione fedele e costante, corrispondente alla sua natura spirituale morale. [p. 20]
  • Perciò, affermano che l'amore è qualche cosa di più di un sentimento o di un istinto. Nella sua essenza, esso è dedizione e impegno. (p. 21)
  • I giovani hanno diritto a sperimentare fin dall'inizio della loro esistenza ciò che solamente la famiglia può dare: mi riferisco alla confidenza e all'equilibrio scaturenti dal fatto di essere stati accettati e accolti dai genitori. Non esiste maniera migliore per infondere nei giovani la vera speranza. Per loro i genitori sono i primi rappresentanti dell'amore di Dio. (p. 16)
  • Tra loro [le «periferie esistenziali»] ci sono i figli che debbono crescere senza i loro genitori, gli «orfani del divorzi» [...] a volte circondati da molti beni, con molto denaro a disposizione, sono i più poveri tra i più poveri, perché hanno molti beni materiali ma sono privi di quello fondamentale: dell'amore oblativo di due genitori che rinunciano a sé stessi per loro. (p. 19)
  • Le esperienze negative di tanti rafforzano lo scetticismo di altri davanti a una decisione tanto esigente e radicale come quella di una vita coniugale cristiana. (p. 20)

Note[modifica]

  1. Da La Messa, fonte della vita cristiana, citato da Andrea Tornielli. Tradizionalisti all'attacco di Müller. 6 luglio 2012, su Vatican Insider, riportato da sanpiox.it (Fraternità Sacerdotale San Pio X). URL archiviato l'8 luglio 2012. Ospitato su saipan.org.
  2. Gerhard Ludwig Müller. Riflessioni sul volume VII dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger, su vatican.va. URL archiviato il 4 settembre 2013.
  3. Citato da (DE) Comunicato del Distretto tedesco della Fraternità Sacerdotale San Pio X. 5 luglio 2012, su unavox.it. URL archiviato il 9maggio 2013

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Gerhard Ludwig Müller, La speranza della famiglia, traduttore C. Granados, Edizioni Ares, Madrid, 2014. ISBN 978-88-8155-629-8

Altri progetti[modifica]