Giannozzo Manetti

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Giannozzo Manetti

Giannozzo Manetti (1396 – 1459), politico, diplomatico e umanista fiorentino.

  • Ma che dire dell'ingegno sottile ed acuto di quest'uomo cosi bello e ben fatto? Esso è cosi grande e tale che tutto ciò che è apparso nel mondo dopo quella prima ed ancora informe creazione appare trovato prodotto e compiuto da noi mediante quel singolare ed eminente acume della mente umana. Nostre, infatti, e cioè umane perché fatte dagli uomini, sono tutte le cose che si vedono, tutte le case, i villaggi, le città... Sono nostre le pitture, nostre le sculture, le arti, le scienze, nostra la sapienza... nostri sono infine tutti i ritrovati, che ammirabili e quasi incredibili, la potenza e l'acume dell'ingegno umano o piuttosto divino volle costruire ed edificare con una solerzia singolare ed eminente. (citato in Eugenio Garin, Filosofi italiani del Quattrocento, Le Monnier, Firenze 1942)

Citazioni su Giannozzo Manetti[modifica]

  • Lontano dalle tendenze dell'umanesimo letterario, austero cittadino della tempra del Salutati, il Manetti rappresenta un tramite fra la cultura della Firenze repubblicana, congiungente un robusto pensiero morale con una dignitosa coscienza politica, e quella della Firenze medicea, ormai avvezza a rifugiarsi nei cieli della metafisica platonica. (Eugenio Garin)
  • Nacque questo libro [Il De dignitate et excellentia hominis di Manetti] da una domanda che gli fece un dì il re Alfonso[1]. Dopo più disputazioni che avevano avute della dignità dell'uomo, domandollo quale fusse il suo proprio uficio dell'uomo; rispose: Agere et intelligere[2]. (Vespasiano da Bisticci)

Note[modifica]

  1. Alfonso V d'Aragona (1394 – 1458), dal 1442 re di Napoli col nome di Alfonso I.
  2. Agire e capire.

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