Giardino di Ninfa

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Il Giardino di Ninfa

Citazioni sul giardino di Ninfa.

  • In qualunque altro Paese la rovine di Ninfa sarebbero soltanto un monumento del passato, interessante agli occhi di storici e archeologi. La natura del Lazio ne ha fatto un autentico prodigio. Gli affreschi sbiaditi delle chiese, i volti spenti di santi e angeli avevano acquisito un significato particolare grazie all'erba e ai fiori che li decorano. L'edera verde scuro conferiva un fascino romantico alle finestre gotiche e alle absidi bizantine. La potenza primigenia, la forza vegetale dell'antica terra del Lazio in nessun posto si percepisce così chiaramente quanto qui. [...] Nel silenzio che regna sulle rovine di Ninfa emerge lo sforzo enorme di quest'opera di assorbimento, inaccessibile e lenta per la nostra coscienza. (Pavel Muratov)
  • Indebolire, fiaccare la presenza autoritaria e univoca dell'io, del proprio egocentrismo, per iniziare a respirare le cose così come sono, il mondo com'è fuori da noi.
    È un percorso di accrescimento e profondità che, schematicamente, possiamo vivere anche in un giardino. E quale luogo migliore di Ninfa, dove la storia dell'umanità ha fatto passi indietro e poi ha iniziato a intrecciarsi con la natura animata? (Tiziano Fratus)
  • Luogo extraterritoriale ed extratemporale. (Cesare Brandi)
  • Non esiste, non può esistere una città morta che sia più ardente, vitale di questa: non può esistere un luogo dove il tempo si sia fermato come nel Paradiso terrestre, sicché ti senti sempre in colpa a camminare su quell'erba fiorita, sciuperai qualcosa, rintuzzerai il bulbo prezioso: un angelo infine verrà, con la spada, a ricacciarti nella terra di tutti. (Cesare Brandi)
  • Perché dell'avvenire cui si assume esitante | ancora la mia vita verrà un riso? Oh distante | isola del passato, là, che chiama, che invita! | Quel suo lume non è il tuo, morte, intriso e tremante. (Giorgio Bassani)

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