Grazia Francescato

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Grazia Francescato

Grazia Carla Francescato (1946 – vivente), attivista e politica italiana.

Citazioni di Grazia Francescato[modifica]

  • Mi stavo sciogliendo in lacrime davanti alle meste camelie che crescono all'ombra di Santa Maria – una delle sette chiese di Ninfa, testimone dei peggiori massacri, l'angolo senza dubbio più fosco del giardino – quando mi resi conto di aver intuito, per folgorazione, il quid che rende unica la bellezza di Ninfa.
    Non è frutto, questa bellezza, di un gratuito miracolo della Natura, ma di lunga, sepolcrale catarsi. Le camelie più delicate nascono dal terreno macerato da secoli d'ossa frantumate da guerre fratricide. L'altissimo pioppo nero benedice il ponticello di pietra che ha visto fratelli nemici versarsi l'uno addosso all'altro pece e olio bollenti.
    Il giardino che di giorno seduce i visitatori, è, di notte, denso d'ombre che pesano, dopo secoli, sulle rovine guastate dall'odio.
    La bellezza di Ninfa è quella terribile che nasce dalla sofferenza, è la faticata alchimia che trasforma la pena in perfetta letizia. È la bellezza donata da Michele, a fil di spada, che ancora gronda sangue, ma tramutato in oro. La Bellezza di Ninfa è dolore purificato.[1]

Da Grazia Francescato

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Il Secolo XIX, citato in Interviste.sabellifioretti.it, 23 aprile 1990.

  • L'attività del Wwf continuerà sul doppio binario della conservazione concreta e dell'elaborazione teorica.
  • Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo equo nei limiti della capacità della Terra, un tipo di sviluppo che cerca di sfruttare l'ambiente in maniera intelligente senza distruggerlo.
  • Chernobyl ci ha insegnato che i problemi di una Nazione sono i problemi di tutti, perché le nuvole viaggiano.
  • [Sullo sviluppo sostenibile] Fissare il prezzo delle materie prime ha sicuramente a che fare con la conservazione e lo sviluppo. E poi con l'annullamento del debito estero dei Paesi poveri.
  • [Sullo sviluppo sostenibile] Questo discorso significa che bisogna avere uno sviluppo equo, una redistribuzione delle risorse tra Paesi ricchi e Paesi poveri. E questo sviluppo equo si deve tradurre in modelli che non siano troppo pesanti per la Terra.
  • Strade, dighe, grosse opere pubbliche, in certe zone d'Italia, non sono decise in maniera rispettosa del territorio e secondo le esigenze della gente, ma secondo le esigenze della criminalità. E poi questi soldi vengono riciclati in speculazioni edilizie, in cementificazione del territorio. La tutela dell’ambiente in sostanza è affidata a mafia, n'drangheta, camorra.
  • Una volta si diceva che gli ecologisti erano dei pazzi. Oggi sono tutti ecologisti. Ma è proprio quello il pericolo. Perché dietro l'impegno formale poi non si fa nulla.
  • Nel codice genetico degli italiani non figura l'amore per l'ambiente. Per questo c'è bisogno di una grande opera di educazione, costante, capillare.
  • Girare in Calabria e in Sicilia è un'esperienza terrificante. Il discorso della difesa del territorio va collegato a quello della difesa dei diritti minimali del cittadino. È una lotta su due fronti.

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  1. Da In viaggio con l'Arcangelo, prefazione di Guido Ceronetti, Medierranee, Roma, 2013, p. 60.