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Gigi Riva (giornalista)

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Gigi Riva nel 2016

Luigi Riva detto Gigi (1959 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Gigi Riva

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Citazioni in ordine temporale.

  • Il mondiale italiano poteva essere il coronamento della sua carriera ma la decisiva partita contro l’Argentina si decise ai calci di rigore e proprio un suo errore dagli undici metri sancì la sconfitta della Jugoslavia. Quella contro l’Argentina fu l’ultima partita degli slavi ad un mondiale perché nel giro di poco tempo la Jugoslavia, dilaniata da profondi contrasti etnici, si disgregò. Così, con il passare degli anni, nell’immaginario collettivo degli jugoslavi il nome di Faruk Hadžibegić venne accostato ad una grande delusione, non solamente sportiva: se avesse segnato quel rigore forse i destini del Paese sarebbero stati diversi. Addio Jugoslavia.[1]
  • L'etnocentrismo di Radovan Karadzic, oggi diremmo il suo ultrasovranismo, produsse un genocidio a Srebrenica (tra gli 8 e i 12mila morti musulmani a seconda delle stime), l'assedio e il bombardamento, cioè l'urbicidio di Sarajevo, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi tra il 1992 e il 1995. Per questo il leader dei serbi di Bosnia, 73 anni, merita l'ergastolo. Così ha deciso la Corte d'Appello dell'Aja, indurendo la condanna a 40 anni inflitta in primo grado.[2]
  • [...] a Sarajevo già all'epoca la voce girava. [...] turisti dell'orrore che partivano per Belgrado e da lì venivano poi portati dall'esercito serbo dietro pagamento sulle colline di Sarajevo a sparare. [...] noi avevamo distinto delle figure diverse. La prima erano i serbi che nel weekend partivano da Belgrado e, dopo aver fatto tutta la settimana in ufficio, si univano ai cecchini che sparavano su Sarajevo per poi tornare in ufficio il lunedì. Serbi che andavano ad aiutare altri serbi, quindi: impiegati, persone comuni. La seconda, i turisti della guerra che si rivolgevano ad agenzie [...] per divertirsi ad andare a vedere la guerra sui luoghi della guerra stessa. Voyeurismo della guerra, una follia, ma abbastanza diffusa. [...] Terzo caso, questi turisti cecchini che andavano a fare i safari e sparare. Altra storia erano invece i cacciatori, perché in Bosnia c'era questa terribile assonanza tra cacciatori di cervi e cacciatori di uomini...[3]
  • [Sui safari a Sarajevo] Una cosa è accertata: i serbi avevano un tariffario. Mille marchi tedeschi per uccidere un bambino, ottocento per una donna incinta. Loro valevano di più, soprattutto i bambini che gettavano nel dolore una famiglia intera. All'epoca, clamoroso fu il caso di un'olimpionica rumena di tiro al piattello andata lì a fare la cecchina. Arrestata dai bosniaci, venne trasmesso il video della sua confessione. Questo era il contesto [...][3]

Note

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  1. Da L'ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra, Sellerio, Palermo, 2016.
  2. Da Karadzic condannato all'ergastolo, la Repubblica, 21 marzo 2019, p. 18.
  3. a b Dall'intervista di Lorenzo Fabiano, Gigi Riva e l’assedio di Sarajevo: «I turisti cecchini pagati mille marchi per uccidere bambini», iltquotidiano.it, 15 novembre 2025.

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