Giovanni Andrea Prato

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Giovanni Andrea Prato (1490 circa – ...), cronista italiano.

Citazioni di Giovanni Andrea Prato[modifica]

  • [Ludovico il Moro] Fu ultra li altri fratelli dedito alli studii; et per il bono ingengo suo facilmente capiva li sensi de li autori, di modo che, fra tutti li altri dominarono mai Milano, fu il più litterato. Et con questo suo ingegno accompagnato da la prudenzia, pervenendo alli anni più maturi et al governo dil stato, fu reputato pusillanimo: dil che non è maraviglia; perocché, fidandosi troppo de la accortezza sua et di saper prendere l'atto a tutte le occorenzie con ignegno solo et experienzia, senza forza d'arme, in tanta viltà de animo trascorse, che parea paventasse non che alla presenza dove si avesse a maneggiar arme, ma dove si nominassero cose atroci et crudele. Per la qual cosa, non comprendendosi molto grato alli populari, quali naturalmente amano signori che, ultra la liberalità, siano animosi, et che con loro et soldati, dove sia al bisogno, si mettano in pericolo; favoreggiò molto più li forastieri che li suoi; et de quelli alcuni ne amò con tanto fervore che, in breve tempo, de men che mediocri li fece ricchissimi [...].[1]
  • Fu questo signor Ludovico Sforza da la negrezza del colore cognominato Moro; così appellato primieramente dal patre Francesco et Bianca matre, Duchi de Milano, ne li primi anni, mentre con lui ancora fanciullo blandamente ragionando scherzavano.[2]
  • [Gian Giacomo Trivulzio a Ludovico dopo la sua cattura] Or sei tu qui, Ludovico Sforza, il quale per amor d'un forastiero Galeazzo Sanseverino hai scacciato me tuo cittadino, né d'una sol volta d'avermi cacciato bastandoti, hai novamente sollicitato li animi de' Milanesi a rebellarsi alla regia Maestà? A che bassamente rispondendo, il principe disse, che a conoscer la causa perché l'animo si inchini ad amar uno et odia l'altro è difficil cosa [...].[3]

Note[modifica]

  1. Da Cronache milanesi scritte da Giovan Pietro Cagnola, Giovanni Andrea Prato e Giovan Marco Burigozzo ora per la prima volta pubblicate, Gio. Pietro Vieusseux, Firenze, 1842, vol. I, pp. 256-257.
  2. Da Cronache milanesi scritte da Giovan Pietro Cagnola, Giovanni Andrea Prato e Giovan Marco Burigozzo ora per la prima volta pubblicate, vol I, pp. 256-257.
  3. Citato in Antonio Rusconi, Lodovico il Moro e sua cattura, pagine di storia patria, Rusconi, Novara, 1878, p. 73.

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