Giuliano Baioni

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Giuliano Baioni (1926 – 2004), germanista italiano.

Classicismo e rivoluzione[modifica]

  • Il merito fondamentale della Sendung è di aver compreso che l'ideale stürmeriano della poesia come vita potenziata non poteva essere inteso unicamente in opposizione alle condizioni della cultura dell'assolutismo, ma andava inserito nel naturale contesto di quella classe che portava tale cultura, e di aver infine scoperto che la poesia, interpretata in quel contesto come rivolta all'alienazione della vita borghese, celava in se medesima una forma altrettanto profonda di alienazione che estraniava il poeta dalla realtà e minava le radici di tutto l'umanesimo europeo. (cap. 2, p. 85)
  • Ora, noi crediamo che il classicismo goethiano possa essere concretamente interpretato nei suoi esiti estetici e culturali solo se viene riportato alla considerazione del fenomeno della Rivoluzione francese. [...] questa informità della Germania doveva ben presto cessare di essere per il poeta una dimensione esclusivamente tedesca per trasformarsi, con lo scoppio della Rivoluzione, in una condizione di tutta la società europea. (p. 111)
  • Il particolarismo tedesco, che era stato la causa obiettiva di tutte le involuzioni irrazionalistiche dello Sturm und Drang, diventava dunque ora la condizione storica del suo superamento, e dove gli ideali stürmeriani parevano realizzarsi nel caos della Rivoluzione, l'ordine dell'assolutismo costituiva la garanzia politica del libero esercizio delle virtù umanistiche. [...] La Hochklassik doveva manifestarsi così per molti versi come una vera e propria regressione della cultura tedesca sulle posizioni di un classicismo precapitalista e prerivoluzionario che poteva essere assicurato solo dal mantenimento di quelle condizioni oggettive che rendevano impossibile in Germania l'estendersi della Rivoluzione. (p. 158)

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