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Rivoluzione francese

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La morte di Luigi XVI

Citazioni sulla Rivoluzione francese.

  • A partire dalla Rivoluzione Francese e da Napoleone, i frutti dei vari progetti di liberazione dell'umanità non hanno cessato di tradursi in oceani di sangue. (Angela Pellicciari)
  • All'inizio della Rivoluzione si citava solo Rousseau, alla fine solo Tacito. (Emil Cioran)
  • [Ci si predisponeva alla rivoluzione francese] Come ci si prepara alla prima rappresentazione di una nuova opera teatrale. (Hans Axel von Fersen)
  • Dopo il 1815 e la caduta di Napoleone la Rivoluzione francese non perse il suo prestigio. Con il tempo essa apparve come figlia insieme della ragione e dell'entusiasmo. Una potente forza emotiva si legò al suo ricordo; la presa della Bastiglia rimase il simbolo dell'insurrezione popolare contro il dispotismo; la Marsigliese il simbolo della lotta per la libertà e l'indipendenza. Al di là del romanticismo rivoluzionario, la sua seduzione ideologica non è meno forte: la Rivoluzione francese si propone come un immenso sforzo per fondare la società su basi razionali. (Albert Soboul)
  • Due grandi correnti prepararono e fecero la Rivoluzione. Una, la corrente d'idee – cioè il complesso delle nuove idee sulla riorganizzazione politica degli Stati – veniva dalla borghesia. L'altra, quella dell'azione, veniva dalle masse popolari – dai contadini e dai proletari delle città che volevano ottenere degli immediati e tangibili miglioramenti delle loro condizioni economiche. E allorquando queste due correnti s'incontrarono, dirette a uno scopo comune, sul principio comune, e s'aiutarono per qualche tempo reciprocamente, la Rivoluzione scoppiò. (Pëtr Alekseevič Kropotkin)
  • I principi di eguaglianza della rivoluzione francese contenevano già i presupposti teorici dell'emancipazione del Quarto stato, non solo del Terzo. (Winfried Becker)
  • «Il lavoro dev'essere libera esplicazione delle forze dell'uomo, che deve dedicarsi a ciò che vuole, dove vuole e quando vuole» disse la Rivoluzione francese. Bello! Ma la pratica attuazione del principio? Nient'altro che la soppressione delle corporazioni d'arti e mestieri, con quali vantaggi poi delle classi operaie io non saprei. (Luigi Grande)
  • La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre. Le risposi che i giacobini avevano ragione e che, terrore o no, la rivoluzione francese era stata una cosa giusta. La maestra non ritenne di fare altre domande. (Offlaga Disco Pax)
  • La novità francese fu l'idea della nazione come un ambito di universali diritti umani di cittadinanza. (Nicolao Merker)
  • La Rivoluzione francese aveva risolto la cosa [la questione ebraica] emancipando gli ebrei ai sensi della Dichiarazione dei diritti dell'89, cioè garantendo loro gli inalienabili diritti naturali che spettano a ogni individuo.[...]. Sicché la Proclamazione dell'emancipazione del settembre 1791 semplicemente trasformò ogni ebreo in cittadino francese a pieno titolo, con tutti i diritti e doveri a ciò inerenti. Quest'omologazione dei singoli ebrei agli altri cittadini avanzò in Europa insieme agli eserciti francesi. (Nicolao Merker)
  • La Rivoluzione francese e il regime napoleonico si possono considerare come una vasta esperienza umana, effettuatasi con la rivolta contro le istituzioni del passato e col rovesciamento delle idee morali e politiche tradizionali.
    A chi la consideri a distanza e nel suo insieme, quell'epoca di continui rivolgimenti nei rapporti interni e nelle relazioni internazionali appare come un temerario tentativo compiuto da una società che vuol trovare nel suo seno, senza alcuna limitazione, la sua ragion d'essere, che cerca il suo nuovo equilibrio attraverso al suo stesso disordine. Mai si era avuta una più sterminata fiducia nella possibilità d'instaurare un regime secondo ragione e d'imporlo colla forza. Sembra quasi che gli uomini vogliano rifare il mondo ex novo, ad arbitrio e siano presi dall'esaltazione di saggiare i propri poteri nel gigantesco lavoro di abbattimento e di riedificazione. La fede in questa potenza si riflette nell'idea del progresso, nel liberalismo e nel culto di un'astratta umanità. (Antonio Anzilotti)
  • La Rivoluzione Francese è stata uno sciopero in tutti i sensi, e sciopero tremendo e spietato, contro secoli di cattiva paga, ingiusta distribuzione della ricchezza e monopolio ingordo dei pochi che diguazzavano in agi superflui di contro alla vasta massa del popolo lavoratore costretta alla vita più squallida. (Walt Whitman)
  • La rivoluzione francese, [...] non fu tanto una rivoluzione politica quanto una rivoluzione spirituale. È stata una colossale esplosione di tutto il materiale infiammabile che si era accumulato fin dall'età dell'Illuminismo. La deposizione ufficiale del cristianesimo, attuata dalla rivoluzione, deve aver fatto una profondissima impressione sul pagano inconscio che è in noi, perché da allora non ha più requie. (Carl Gustav Jung)
  • La Rivoluzione francese era un fenomeno unico nella storia dell'umanità ... e dava vita a un mondo alla rovescia: un mondo alla rovescia rispetto all'Ancien Régime, il solo ordine che i nostri scrittori riuscissero a pensare e ad accettare. (Luciano Guerci)
  • La Rivoluzione francese ha dimostrato che restano sconfitti coloro che perdono la testa. (Stanisław Jerzy Lec)
  • La rivoluzione francese provvide a sostituire la rappresentanza per ceti con quella universalistica e individualistica dell'assemblea parlamentare.. Proclamò quindi i diritti dell'uomo e del cittadino prescindendo da appartenenze particolaristiche; abolì corporazioni ed enti ecclesiastici e vietò, con la legge Le Chapelier, la costituzione di associazioni operaie (sospettate di far rivivere le corporazioni), aprì infine la strada alla codificazione napoleonica e al diritto eguale. (Massimo Corsale)
  • La rivoluzione politica dell' '89 in Francia, affatto pagana, e i mutamenti da essa cagionati in tutta l'Europa avevano ispirato l'odio, eziandio nelle arti, a tutto ciò che ricordasse il medio evo e il risorgimento dell'arte; non era accetto, se non quello, che riportasse l'immaginazione ai secoli di Bruto e di Epaminonda. (Guglielmo De Sanctis)
  • Libertà, eguaglianza, fraternità: mai in nome di più bieche menzogne si misero in moto le masse. (Mario Praz)
  • Mai non si conobbe tanto la malignità del veleno che contenevano i principî della riforma luterana, che quando se ne videro le ultime conseguenze, applicate non più esclusivamente alla sfera religiosa, ma all'ampio campo della politica. Una di queste conseguenze la più manifesta senza alcun'ombra di dubbio vuolsi considerare la francese rivoluzione, applicazione rigorosa delle dottrine dei riformatori del secolo XVI. (Johann Baptist Alzog)
  • Nel sistema instaurato con la rivoluzione francese tutto ciò che è immorale è impolitico, tutto ciò che è atto a corrompere è controrivoluzionario. Le debolezze, i vizi, i pregiudizi sono la strada della monarchia. (Maximilien de Robespierre)
  • Nessuno crede ora che la Rivoluzione francese sia stata la pazzia d'un sol popolo. La Musa imparziale della storia ci ha svelatole larghe e nascoste radici di quel delirio di libertà, che dopo avere lungamente covato negli spiriti, irruppe negli ordini sociali, cieco sublime inesorabile. Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'idea. Soltanto la nazione francese, spensierata e impetuosa, precipita prima delle altre dalla dottrina all'esperimento: fu essa chiamata il capo dell'umanità, e non ne è che la mano; mano ardita, destreggiatrice, che sovente distrusse l'opera propria, mentre nella mente universale dei popoli se ne matura più saldo il disegno. (Ippolito Nievo)
  • Prime le donne avevano potere, la rivoluzione le ha detronizzate. (Élisabeth Vigée-Le Brun)
  • Il disegno di Satana nell'istigare la rivoluzione Francese era quello di creare un allarme in tutta Europa, soprattutto tra la classi influenti sfavorevoli alla libertà, e per illustrare in Francia che, se le superstizioni di Roma fossero state rovesciate e alla libertà fosse dato pieno sfogo, la legge e l'ordine sarebbero rapidamente finiti. Questo è stato un colpo da maestro in politica, degno del suo autore, e progettato, come mostra il profeta, per sopraffare la "donna" (la Chiesa riformata), e per guidare tutti i conservatori e gli amanti della pace — governanti e governati — di nuovo in unione e armonia con il Papato. Il fallimento del piano non fu dovuto alla mancanza di astuzia del suo ideatore, ma al potere vanificatore di Dio, attraverso il quale egli è in grado di fare in modo che tutte le cose lavorino insieme per il bene.
  • La Rivoluzione Francese fu la lotta di una misura di luce contro le tenebre grezze, dello spirito vitalizzante della libertà contro una oppressione da lungo stabilita e di una misura di verità contro vecchi errori e vecchie superstizioni, a lungo incoraggiati e nutriti dai poteri civile ed ecclesiastico per accrescere se stessi e opprimere il popolo.
  • Nel linguaggio simbolico della Rivelazione, la Rivoluzione Francese fu veramente un "gran terremoto" – uno shock sociale così grande che tutta la "Cristianità" tremò finché non fu passato; e quella terribile e improvvisa esplosione della rabbia di una sola nazione, solo un secolo fa, può dare un'idea della furia della veniente tempesta, quando la rabbia di tutte le nazioni adirate farà saltare i legami della legge e dell'ordine e causerà un regno di anarchia universale. Si dovrebbe ricordare, inoltre, che quella calamità accadde in ciò che fu allora il medesimo cuore della Cristianità, nel centro di ciò che era considerata come una delle nazioni più completamente cristiane, la nazione che per mille anni era stato il principale sostegno del Papato. Una nazione ebbra del vino di false dottrine di Babilonia su chiesa e stato, e a lungo incatenata dal clericalismo e dalla superstizione, ha vomitato il suo veleno e sfogato la forza della sua rabbia impazzita. In effetti la Rivoluzione Francese sembra sia menzionata dal nostro Signore nella sua Rivelazione a Giovanni in Patmos quale preludio e illustrazione della grande crisi che ora si avvicina.

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