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Giuseppe Giannini

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Giuseppe Giannini (1774 – 1818), medico e saggista italiano.

Della natura delle febbri, e dei metodi di curarle[modifica]

Incipit[modifica]

È osservazione di fatto, non forse a elogio dello spirito umano, che i fenomeni i più importanti e al tempo stesso i più familiari della vita animale, quelli che per la facilità di osservarli sembrerebbero darci il diritto di meglio conoscerli, son quelli appunto che più si sottraggono alle nostre indagini, e più mancano di una soddisfacente teoria per impiegarli.
Osserverò ancora, che, ove in una scientifica ricerca sieno falsi i primi passi, ove per essi non giungasi presto alla scoperta della verità, non è ordinariamente che dopo sforzi infiniti, spesso dopo secoli, che ci è permesso di arrivarvi.

Citazioni[modifica]

  • La gotta ha veduto nascere la Medicina, e ancora le sopravvive. Si tratta presso a poco oggidì la gotta come trattavasi son due mila anni; cioè a dire cogli stessi mezzi e collo stesso scarso successo. La di lei natura è ancor meno conosciuta. Verità umiliante e quasi incredibile, dopo gli sforzi di tanti Uomini, di tanti secoli, di tanti rimedii. Che? Sarà dunque invincibile la malattia? (p. 271)
  • Il freddo è la causa rimota della gotta. S'egli lo è di altre morbose affezioni, ed in ispecie delle intermittenti, delle reumatiche, del tetano, noi abbiam veduto quali particolari circostanze determinino questo effetto sia relative alla intensità del freddo, sia alla predisposizione degli individui. Il freddo produce la gotta per la di lui azione annua e quasi perpetua sulle parti in cui risiede la malattia, e per la particolare struttura od ufficio di queste parti. [...] La gotta sarà dunque malattia di quegli individui in cui il freddo avrà siffattamente agito sulle articolazioni degli arti da indurvi un grado notabile, e abituale, di atonia. Tuttavia, per la special natura di questa atonia, e pel modo con cui il freddo ha qui potuto produrla non sarà essa immediatamente e necessariamente seguita dalla gotta; e questa potrà tardare a svilupparsi. (pp. 272-273)
  • Ora la gotta è evidentemente malattia primaria, costituzionale. Quando essa è squisita e ben caratterizzata, si annunzia coi sintomi febbrili, con brividi di freddo, prima ancora che siasi stabilito il dolor gottoso cogli altri sintomi locali. Se talvolta la febbre gottosa si annunzia contemporaneamente coi sintomi locali, son eglino bene spesso così leggieri al principio, che non è presumibile dipendere dai medesimi quella generale affezione. Se altre volte incomincia la malattia col dolor gottoso, e con concomitanza non con precedenza di febbre, l'incerto rapporto tra il grado e l'andamento dell'affezion locale e quello dell'universale, dimostra ancora che questa non è conseguenza di quella. Finalmente il metodo di cura, unicamente diretto all'universale, e punto alla località, prova l'universalità dell'affezion gottosa. (p. 275)

Bibliografia[modifica]

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