Giuseppe Langella

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Giuseppe Langella (-), scrittore e saggista italiano.

Le riviste del Novecento[modifica]

  • Nella Milano che era già stata sede del "Rinnovamento", con un indirizzo dichiaratamente antimoderno viene fondata nel 1914, per iniziativa di padre Agostino Gemelli, Ludovico Necchi e da Francesco Olgiati, la rassegna mensile di cultura "Vita e Pensiero". Festeggiandone il decimo compleanno quando essa sarà ormai diventata l'organo culturale dell'Università Cattolica del S. Cuore e intorno ad essa sarà sorta, col suo stesso nome, una casa editrice, Olgiati ricorderà che dal primo numero si erano dovute tirare addirittura due ristampe, per far fronte alle richieste sopravvenienti. (da Saldi Principî)
  • Assai più di Amendola, Boine è stato segnato dalle tematiche moderniste e dalla connessa frequentazione giovanile di testi mistici, avvertibili anche a distanza, pur dentro un atteggiamento nei confronti della fede radicalmente mutato. (da Saldi Principî)
  • L'essenza dello spirito religioso consiste infatti, per lui Boine, nel "sentimento" oscuro dell' "inesauribilità senza dighe dell'essere", nello "sgomento" che s'impadronisce dell'anima davanti all' "immensa ombra che incombe [...] sul mondo [...], che imbeve, che fascia tutte quante le cose", nella percezione, in definitiva, dell'inafferrabilità del mistero della vita, a dispetto degli sforzi compiuti dall'uomo per svelarlo, per sciogierlo, per ridurlo in concetti, per dargli una configurazione distinta e precisa. (da Saldi Principî)
  • Nella concezione di Amendola, l'accesso alla sfera religiosa dipende esclusivamente dall'intervento efficace di una Volontà che trascende quella umana. La coscienza non è più parte attiva, diventa semplicemente la depositaria di un dono. L'uomo, padrone della vita morale, non può concorrere in alcun modo all'edificazione della propria santità. (da Saldi Principî)

[Giuseppe Langella, Saldi Principî,in Le riviste del Novecento, Poesia, n. 151, giugno 2001]