Francesco Olgiati

Francesco Olgiati (1886 – 1962), presbitero e filosofo italiano.
La filosofia di Enrico Bergson
[modifica]Nella conferenza tenuta al Congresso internazionale di filosofia in Bologna, il 10 aprile 1911, Enrico Bergson osservava che un sistema filosofico sembra dapprima elevarsi come un edificio completo, d'una architettura sapiente, dove sono state prese disposizioni, perché vi si possano alloggiare tutti i problemi. Ma a misura che noi cerchiamo di collocarci maggiormente nel pensiero del filosofo, invece di girargli attorno, ci accorgiamo subito che la sua dottrina si trasfigura. La complicazione comincia a diminuire, poi le parti entrano le une nelle altre, infine tutto si raccoglie in un punto unico, al quale sentiamo che potremmo avvicinarci sempre più, benché sia impossibile raggiungerlo. In questo punto c'é qualcosa di semplice, d'infinitamente semplice, di sì straordinariamente semplice, che il filosofo non è mai riuscito a dirlo. Ed è per questo che egli ha parlato tutta la sua vita.
Citazioni
[modifica]- Se potessimo spogliarci della nostra superba fierezza, se per definire la nostra specie ci tenessimo strettamente a ciò che la storia e la preistoria ci presentano come la caratteristica costante dell'uomo, noi non diremmo homo sapiens, ma homo faber. Originariamente noi non pensiamo, che per agire. La speculazione é un lusso, mentre l'azione é una necessità. Ed è nella forma dell'azione che la nostra intelligenza é stata fusa; essa non è la facoltà di fabbricare sistemi di metafisica, bensì di preparare strumenti artificiali. (cap. III, pp. 47-48)
- Nell'Evolution créatrice, quando affronta il problema della vita, Bergson tenterà di mostrare che la vita, dalle sue origini in poi, non è che la continuazione d'un solo e medesimo slancio, che si è poi diviso in linee di evoluzioni divergenti. Lo sviluppo di quell'unico impulso ha dissociato così tendenze che non potevano crescere al di là di un certo punto, senza divenire incompatibili tra loro; ma che però, nonostante la divergenza dei loro effetti, conservano qualche cosa di comune per l'identità della loro origine. Cosi, ad es., lo slancio iniziale s'è scisso in intelligenza nell'uomo e in istinto negli animali, in modo che ogni istinto concreto è mescolato d'intelligenza ed ogni intelligenza reale è penetrata d'istinto. (cap. IV, p. 63)
- La vita, dalle sue origini in poi, è la continuazione di un solo e medesimo slancio. Ad un certo momento, in certi punti dello spazio, è nata una corrente vitale, che nella sua evoluzione creatrice si e poi suddivisa in linee divergenti, dissociando le tendenze svariate, che in essa dormivano come in un germe fecondo.
Il movimento evolutivo sarebbe cosa semplice, se la vita descrivesse una traiettoria unica, simile a quella di una bomba piena, lanciata da un cannone. Ma qui noi abbiamo a che fare con un obice, che è subito esploso in frammenti, i quali, essendo essi stessi delle specie di obici, sono scoppiati alla loro volta in frammenti, destinati a esplodere ancora e così di seguito per lungo e per lungo tempo. Noi non percepiamo se non ciò che ci è più vicino, cioè i movimenti sparpagliati delle schegge polverizzate. Partendo da queste dobbiamo risalire, di grado in grado, fino al movimento originale, per trovare la sorgente unica di tutti i regni della natura, di tutte le innumerevoli specie, di tutti i milioni di individui, che furono, sono e saranno. (cap. X, pp. 145-146)
Schemi di conferenze
[modifica]La mamma
Avete sentito la sorpresa recente, che ha fatto parlare i giornali e che ha colpito di tanto stupore un chirurgo?
In un ospedale tedesco, un medico chirurgo dovette procedere ad un'operazione. Col cloroformio addormentò l'ammalato, prese i suoi ferri e cominciò a tagliare. Oh, meraviglia! Egli constatò ben presto che il paziente aveva il cuore a destra ed il fegato a sinistra.
Se quel chirurgo dovesse operare certi Aspiranti di mia conoscenza, farebbe una scoperta più mirabile ancora: egli troverebbe che il cuore essi non l'hanno né a destra, né a sinistra. Son figlioli e figliole senza cuore. Basta guardare il modo col quale trattano la loro mamma.
Citazioni
[modifica]- Quanto è doloroso pensare all'indifferenza colla quale nel passato si sono accolte molte delicatezze del cuore materno!... La madre è un bene troppo grande ed è necessaria talvolta la lontananza, per apprezzarne tutta la grandezza... (p. 12)
- Povere Madri che vivete nascoste e consumate nel segreto del vostro cuore ansie e dolori da nessuno compresi!... (p. 13)
- Non è solo nei romanzi di Giulio Verne, che si scende nelle profondità del mare o che si sale vicino alle stelle; anche nella realtà della vita quotidiana si compiono ogni giorno meraviglie strabilianti. (p. 29)
- È inutile proporsi la correzione di un difetto, se poi all'occasione non si sa resistere. (p. 72)
- Il valore d'un soldato non lo si giudica in tempo di pace o di quiete, ma nell'ora dell'assalto. (p. 72)
Bibliografia
[modifica]- Francesco Olgiati, La filosofia di Enrico Bergson, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
- Francesco Olgiati, Schemi di conferenze, Società Editrice "Vita e Pensiero", Milano 1938.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Francesco Olgiati
Commons contiene immagini o altri file su Francesco Olgiati