Giuseppe Saracco

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Giuseppe Saracco

Giuseppe Saracco (1821 – 1907), avvocato e politico italiano.

Citazioni su Giuseppe Saracco[modifica]

  • [Dopo le dimissioni del generale Pelloux] A succedergli il Re chiamò il Presidente del Senato Saracco, un galantuomo ch'era riuscito a conservare intatta la sua reputazione di democratico pur essendo stato due volte Ministro nei governi di Crispi. Aveva quasi ottant'anni, ma conservava una notevole lucidità di cervello, e ne dette prova formando un governo di coalizione che includeva un po' tutte le forze, meno l'Estrema cui diede tuttavia soddisfazione chiamando parecchi suoi uomini nella commissione incaricata di studiare un nuovo regolamento parlamentare che, senza intaccare la libertà di discussione, impedisse l'ostruzionismo, o per meglio dire lo regolasse. (Indro Montanelli)
  • Il Saracco lasciò presto l'esercizio professionale [dell'avvocatura], non sentendosi, com'egli diceva, nato per gli arzigogoli curialeschi; ma rimase uno di quei lucidi, pronti, esperti giuristi che nella vita pubblica del nascente Stato [italiano] portarono una preparazione singolarmente appropriata. (Tommaso Tittoni)
  • Le cifre sono le molecole di cui è composto il corpo – e fors'anche l'anima – dell'onorevole Saracco, sindaco di Acqui e commendatore dell'ordine dei santi Maurizio e Lazzaro.
    Nell'ottobre del 1860, quando si discusse alla Camera la legge per l'esercizio provvisorio del bilancio pel 1861, il sindaco di Acqui – in allora relatore – provò ai rappresentanti italiani quanto in lui fosse sviluppato il tubere delle cifre. [...].
    In seguito il Saracco figurò in tutte le tornate ove si trattò di bilanci, di tasse, di acque e strade, di dazio-consumo, in una parola di amministrazione.
    Il suo codice è l'abaco, la sua passione è l'aritmetica. (Cletto Arrighi)
  • Vecchio parlamentare piemontese, molto legato da vincoli di tradizionale fedeltà alla monarchia sabauda. Non era uomo politico di grandi idee, aveva modesta personalità, e per questo pareva adatto a presiedere quello che doveva essere evidentemente un governo di transizione[1]. (Emilio Gentile

Note[modifica]

  1. Tra il ministero di Luigi Pelloux e quello di Giuseppe Zanardelli.

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