Grotta Azzurra

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Interno della grotta

Citazioni sulla Grotta Azzurra dell'isola di Capri.

  • Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che, secondo le indicazioni del nostro oste Giuseppe Pagano, scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Finora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s'eleva rende impossibile l'uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra, perché la luce della profondità del mare rischiara d'azzurro il suo ampio spazio. Si resterà sorpresi di vedere l'acqua simile a fuoco azzurro empire la grotta; onde ogni onda sembra una fiamma. (August Kopisch)
  • E nelle grotte [di Capri], tra gli scogli, una ridda di colori vi abbaglia: l'onda placida si accende penetrando nelle sconnessure della roccia dove il sole dardeggia, si riflette, subisce a sua volta il riflesso dei colori dei macigni e delle rupi: nella Grotta Verde prende colore d'ametista, nella Bianca perde il suo azzurro e sbianchisce, nella Rossa s'avviva nell'oscurità, nella Grotta Azzurra diviene miracolo. (Enzo Petraccone)
  • Penetrandovi a fatica con una cymba piscatoria, e meravigliato dalla luce azzurra di quell'antro, parvemi d'essere entrato nella casa di Glauco e del suo ceruleo corteo di Nereidi, e che nessun artificioso Ninfeo Marittimo rivestito di marmi e d'opera musiva potesse eguagliarlo in bellezza. (Amedeo Maiuri)
  • Suol dirsi comunemente che la Grotta Azzurra rimase sconosciuta sino al 1822 quando fu scoperta da due Inglesi o più veramente da un pescatore dell'isola detto Ferrara, il cui diritto alla scoperta fu riconosciuto dal governo borbonico che gli assegnò una piccola pensione. Il vero si è che la Grotta era nota sin dal 1605, nel qual anno fu descritta dal precitato scrittore napoletano Capaccio[1]. In seguito se ne perdé la traccia e la memoria finché fu riscoperta dal poeta e pittore tedesco Augusto Kopisch di Breslavia (insieme a Fries[2], nel 1826). (Gustavo Strafforello)

Note[modifica]

  1. Giulio Cesare Capaccio (1550 – 1634).
  2. Ernst Fries (1801 – 1833), pittore tedesco.

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