György Pálfi

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György Pálfi nel 2009

György Pálfi (1974 – vivente), regista ungherese.

  • [Sulla scena finale di Taxidermia] Prima del momento della morte, prima che il terribile coltello colpisca il protagonista, egli si rende conto che ha qualcosa da dire, e le sue storie appartengono alla sua identità e le sue idee in merito a ciò che l'uomo è. Il suo corpo, questa opera d'arte perfetta confinata in se stesso è un tutt'uno con le sue storie. E mentre lui si irrigidisce in scultura tutto ciò che è stato segnato da un nome svanisce, solo un arcaico torso resta di lui, in un materiale pietrificato in scultura, senza nome.
Before the moment of death, before the terrible knife strikes the protagonist realizes that he has something to tell, and his stories belong to his identity and his notions about what man is. His body, this perfect work of art withdrawn to itself is a whole only together with his stories. And while he stiffens to a sculpture everything ever marked by a name vanishes, only an archaical torso remains of him, made from special material stiffened into sculture, without a name.[1]
  • [Su Taxidermia] Tre bagliori dalle vite di tre persone. Le lacune tra le storie sono colmate dall'immaginazione degli spettatori.
Three flashes from three persons' life. The gaps between the stories are filled by the audience's guided imagination.[1]

Note[modifica]

  1. a b (EN) Da Director's conception, Taxidermia.hu.

Film[modifica]

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