Hermann Bahr

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Ritratto di Hermann Bahr (E. Orlik, 1908)

Hermann Anastas Bahr (1863 – 1934), scrittore, commediografo e critico teatrale austriaco.

Citazioni di Hermann Bahr[modifica]

  • L'angoscia urla forte; l'uomo urla la sua anima; nella grande tenebra, essa invoca aiuto, grida allo spirito: ecco l'espressionismo. L'espressionista [...] cerca di restaurare l'Uomo nella sua giusta posizione. (1918[1])
  • Quando Hugo Wolf leggeva, le parole assumevano una verità prodigiosa; diventavano entità corporee. Invero, si aveva l'impressione che il corpo del lettore si fosse trasformato all'improvviso in un'incarnazione delle parole; come se quelle mani, che noi vedevamo spuntare dall'ombra della stanza, non fossero appartenute più a un uomo, ma alle parole da lui pronunciate... Più tardi, vagando attraverso l'Europa (e di Wolf m'ero quasi interamente scordato), mi capitò fra le mani il suo libro di Lieder da Goethe. Ricordai tutto, con straordinaria esattezza. Era la medesima cosa. Lo stesso uomo di quelle notti lontane. Come, allora, egli si affondava nell'essenza delle parole quasi fosse l'essenza della sua vita, e come allora, le mani appena illuminate, gli occhi minacciosi non erano più i suoi ma quelli delle parole che altrimenti non avremmo avvertite, così, adesso, era chiaro che quella musica non poteva essere stata "aggiunta" da un uomo, ma apparteneva ai versi per legge naturale e spontanea. Per non averla avvertita anche prima, bisogna dire che il nostro udito fosse imperfetto; poiché essa era stata sempre in quei versi. Wolf non aveva fatto altro che renderla udibile. (dalla prefazione al primo volume della Raccolta di saggi intorno a Hugo Wolf[2])

Note[modifica]

  1. Citato in J.H. Terfloth, The Universal Element in German Expressionistic Drama, in Educational Theatre Journal, 2 maggio 1962, p. 129; traduzione da Franco Perrelli, Le origini del teatro moderno: Da Jarry a Brecht, Laterza, Roma-Bari, 2016, p. 112. ISBN 9788858126301
  2. Citato in Giulio Confalonieri, Storia della musica, Edizioni Accademia, Milano, 19753 edizione riveduta e aggiornata a cura di Alfredo Martelli, p. 671. In mancanza di riferimento al traduttore, è da intendersi che la traduzione è stata condotta dallo stesso Giulio Confalonieri.

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