Humphry Primatt

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Humphry Primatt (1735 – 1776), sacerdote anglicano e scrittore inglese.

  • L'uomo bianco [...] non può aver nessun diritto, in virtù del colore della sua pelle, di ridurre in schiavitù e di tiranneggiare l'uomo nero. [...] Per lo stesso motivo, un uomo non detiene il diritto naturale di maltrattare o tormentare gli animali. [...] Che si cammini su due gambe o a quattro zampe, con la testa eretta o rivolta verso terra, nudi o coperti di peli, con o senza coda e corna, con orecchie lunghe o corte; che si ragli come un asino, si parli come un uomo, si canti come un uccello o si sia muti come un pesce, non è legittimo secondo natura che tali differenze diventino i presupposti della tirannia e dell'oppressione.[1]
  • La sofferenza è sofferenza, che venga inflitta ad un uomo o ad una bestia; e la creatura che la patisce, sia uomo o bestia, avvertendo l'infelicità che ne deriva finché essa dura, subisce un male: e subire un male, senza averlo meritato, senza averlo provocato, quando nessuna offesa è stata arrecata, e assolutamente nessun bene se ne ricaverà, ma solo per dar prova del potere, di soddisfare la malvagità, è segno di crudeltà e di ingiustizia in chi lo infligge.[2]

Note[modifica]

  1. Da A Dissertation on the Duty of Mercy and Sin of Cruelty to Brute Animals, 1776; citato in Matthieu Ricard, Sei un animale!, traduzione di Sergio Orrao, Sperling & Kupfer, Milano, 2016, p. 23. ISBN 978-88-200-6028-2
  2. Da A Dissertation on the Duty of Mercy and Sin of Cruelty to Brute Animals, 1776; citato in Henry S. Salt, I diritti degli animali, traduzione di Cinzia Picchioni, in Aa. Vv., Diritti animali, obblighi umani, Gruppo Abele, Torino, 1987, pp. 177-178. ISBN 88-7670-097-8