Henry Stephens Salt

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Henry Stephens Salt (1851 – 1939), attivista e saggista britannico.

Citazioni di Henry Stephens Salt[modifica]

  • Le vittime dei carnivori umani sono nutrite, allevate, predestinate sin dall'inizio alla finale macellazione, così che il loro intero modo di vita è programmato a tal fine, è alterato dal suo standard naturale ed esse non sono più nient'altro che carne animata.[1]
  • Non è una richiesta di pietà, ma di giustizia. [...] Occorre coltivare un ampio senso di universale giustizia (non di pietà) verso tutti gli esseri viventi.[2]
  • Se i diritti esistono, e sentimenti e costumi indubbiamente provano che esistono, essi non possono coerentemente essere riconosciuti all'uomo e negati agli animali, giacché lo stesso senso di giustizia si applica in entrambi i casi.[2]
Se si è appurato che i "diritti" esistono [...] essi non possono essere concessi agli uomini e negati agli animali, poiché la giustizia e la compassione si applicano in entrambi i casi.[3]

L'etica vegetariana[modifica]

  • [...] nella misura in cui l'uomo è veramente «civilizzato», non da scuole di cucina ma da scuole di pensiero, dovrebbe abbandonare le barbare abitudini dei suoi antenati carnivori e progredire gradualmente verso un più puro, più semplice, più umano e quindi più civilizzato sistema dietetico. (p. 6)
  • [...] negli scritti di filosofi «pagani» come Plutarco e Porfirio troviamo un'etica umanitaria particolarmente elevata che, dopo avere subìto una lunga repressione ecclesiastica durante il Medioevo, è ricomparsa, seppure inizialmente in forma attenuata e irregolare, nella letteratura del Rinascimento, per riapparire in modo più definito nel XVIII secolo con la scuola denominata della «sensibilità».
    Ma è stato soltanto dopo l'epoca di Rousseau, a partire dalla quale va fatto risalire il grande movimento umanitario del secolo passato, che il vegetarianismo ha cominciato a definirsi come sistema, come appello ragionato all'abbandono della carne come cibo. (pp. 7-8)
  • Parlo di principio etico, perché non ci sono dubbi sul fatto che il motivo principale della scelta vegetariana sia quello umanitario. [...] il sentimento che sta alla base dell'intero movimento e che lo anima è l'istintivo orrore per la macellazione, specialmente per la macellazione degli animali che vantano un livello più alto di organizzazione, che appaiono così «umani», così strettamente simili all'uomo. (pp. 8-9)

Citazioni su Henry Stephens Salt[modifica]

  • Lessi il libro di Salt [Difesa del vegetarianismo] senza saltarne un rigo e mi fece molta impressione. Da quando ho letto quel libro posso affermare di essere diventato vegetariano per convinzione. (Mahatma Gandhi)
  • Sì, certo il suo libro sulla disciplina vegetariana, che fu il primo in cui mi imbattei, mi fu di immenso aiuto per consolidare la mia fede nel vegetarianesimo. (Mahatma Gandhi)

Note[modifica]

  1. 1892; citato in Marina Baruffaldi, Manuale del giovane animalista, Mondadori, Milano, 1997, p. 44. ISBN 88-04-43323-X
  2. a b Da Animals' Rights; citato in Franco Baccarini, Bioetica animalista, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2008, p. 33.
  3. Citato in Barbara De Mori, Che cos'è la bioetica animale, Carocci, Roma, 2007, pp. 52-53. ISBN 978-88-430-4079-7

Bibliografia[modifica]

  • Henry S. Salt, L'etica vegetariana (The Humanities of Diet), traduzione di Claudio Mapelli, Castelvecchi, Roma, 2015. ISBN 978-88-6944-141-7

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