L'ideologia tedesca

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Prima pagina del manoscritto de L'ideologia tedesca

L'ideologia tedesca (Die deutsche Ideologie), opera di Karl Marx e Friedrich Engels composta fra il 1845 e il 1846.

Citazioni[modifica]

  • I Vecchi hegeliani avevano capito ogni cosa, non appena l'avevano riportata a una categoria logica di Hegel. I Giovani hegeliani criticarono ogni cosa, scoprendovi idee religiose o etichettandola come teologica. I Giovani hegeliani si trovano d'accordo con i Vecchi hegeliani, poiché credono all'egemonia della religione, dei concetti, dell'universale nel mondo reale: con la sola differenza che gli uni si battono contro quell'egemonia intendendola come usurpazione, mentre gli altri la encomiano come legittima. (Libro I, I, p. 327)
  • Il comunismo è empiricamente possibile unicamente come attività dei popoli egemonici tutti in "un colpo" e in contemporanea, e questo presuppone l'universale dispiegamento della forza produttiva e i rapporti globali implicati dal comunismo. [...] Per noi il comunismo non è uno stato di cose che deve essere attuato, un ideale a cui il reale dovrà uniformarsi. Definiamo comunismo il movimento effettivo che sopprime lo stato di cose vigente. (Libro I, I, p. 367)
  • Le idee della classe egemonica sono, in ogni tempo, le idee egemoniche. (Libro I, I, p. 391)
  • Tanto per la produzione in massa di tale coscienza comunista, quanto per il trionfo della cosa in quanto tale, è necessario un mutamento in massa degli uomini, che si può verificare unicamente all'interno di un movimento pratico, in una rivoluzione; quest'ultima, dunque, non è necessaria unicamente per il fatto che la classe egemonica non può essere soppressa in alcun altro modo, bensì pure per il fatto che la classe che la sopprime può riuscire unicamente tramite una rivoluzione a scrollarsi di dosso tutta l'antica sozzura e a divenir capace di rifondare la società su nuove fondamenta. (Libro I, I, p. 449)
  • La filosofia e l'esame del mondo reale sono tra loro in relazione come l'onanismo e l'amore sessuale. (Libro I, III, p. 791)
  • Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni.[1]
  • L'errore di Feuerbach non sta nell'aver enunciato questo fatto [l'alienazione], ma nell'averlo reso autonomo idealizzandolo invece di interpretarlo come il prodotto di uno stadio di sviluppo storico determinato e superabile.[1]
  • La coscienza non può mai essere qualcosa di diverso dall'essere cosciente.[1]
  • San Max [Stirner] riconosce che l'Io riceve uno 'choc' dal mondo fichtiano. Ma che i comunisti siano decisi a far passare sotto il loro controllo questo 'choc' che (se non si riduce a una vuota frase) diventa in realtà uno 'choc' molto complesso e determinato in molteplici modi, questo, per San Max, è un ragionamento troppo ardito perché egli vi si soffermi.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d Citato in Roger Garaudy, Karl Marx (Clefs pour Karl Marx), traduzione di Marilena Feldbauer, Universale Sonzogno, 1974.

Bibliografia[modifica]

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