Diego Fusaro

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Diego Fusaro (1983 – vivente), scrittore e saggista italiano.

Citazioni di Diego Fusaro[modifica]

  • Chi lotta contro l'immigrazione senza lottare contro il capitale è un criminale che non ha capito nulla del mondo in cui vive.[1]
  • [Su Giordano Bruno] Egli è diventato simbolo della libertà di pensiero, un simbolo strano si dovrebbe aggiungere, in quanto c'è spesso stato chi di lui ha fatto un eroe laico, il che è vero fino ad un certo punto: è vero che è andato contro alla chiesa cattolica, però poi il contenuto della sua filosofia è tutto fuorché laico.[2]
  • Ho già espresso in più occasioni, peraltro senza ambiguità di sorta, il mio giudizio sull'antiberlusconismo e sul berlusconismo. Si tratta di due fenomeni altamente ripugnanti, dei quali tuttavia il primo è – se mai è possibile – ancora più osceno e disgustoso del secondo. E questo per molte ragioni. Ne ricorderò unicamente una, su cui già ho insistito ad abundantiam. L'antiberlusconismo, con cui la sinistra ha identificato il proprio pensiero e la propria azione negli ultimi vent'anni, rappresenta l'esempio insuperato della volgarità della sinistra italiana in ogni sua gradazione. L'antiberlusconismo ha, infatti, permesso alla sinistra di occultare la propria adesione supina al capitale dietro l'opposizione alla contraddizione falsamente identificata nella figura di un'unica persona, secondo il tragicomico transito dal socialismo in un solo paese alla contraddizione in un solo uomo. Così facendo, la sinistra si è potuta volgarmente riciclare, aderendo al monoteismo del mercato e dirottando su un'unica persona la contraddizione contro cui combattere. Come l'odierno antifascismo in assenza integrale di fascismo, così l'antiberlusconismo ha svolto il ruolo di fondazione e di mantenimento dell'identità di una sinistra ormai conciliata con l'ordine neoliberale. Ingiustizia, miseria e storture d'ogni sorta hanno così cessato di essere intese per quello che effettivamente sono, ossia per fisiologici prodotti dell'ordo capitalistico, e hanno preso a essere concepite come conseguenze dell'agire irresponsabile di un singolo individuo.[3]
  • Internet è l'esemplificazione più riuscita dell'eterno presente. (da una video-intervista condotta da Roberto Pierri e Paolo Granata per Dillinger.it, ottobre 2010[4])
  • La cosa fondamentale di Marx è che la critica in lui si lega a un progetto storico-filosofico di emancipazione dell'umanità e di riscatto dell'umanità stessa dai meccanismi repressivi di alienazione, sfruttamento e schiavitù del capitalismo. (da una video-intervista per Dillinger.it[5])
  • Marx non solo teorizza che nel comunismo ci sarà lo sviluppo delle libere individualità, ma critica il capitalismo come società livellata. (da una video-intervista per Dillinger.it[6])
  • Nella verità filosofica Costanzo credeva profondamente: per lui, la filosofia era una pratica veritativa legata alla dimensione storica e sociale. Il suo pensiero, per chi vorrà approfondirlo, è un grandioso tentativo di coniugare Hegel con Marx, ossia una critica radicale della società frammentata con l'esigenza veritativa della filosofia come ricerca di una sintesi sociale comunitaria degna dell'uomo come zoon logon echon, ossia come animale dotato di ragione, di linguaggio e di giusto calcolo delle proporzioni sociali.[7]
  • Sulla Sicilia la penso come Goethe, è questa la vera anima dell'Italia. È da qui che il paese deve ripartire.[8]

Dal pagina ufficiale Facebook.com[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Sulla crisi costituzionale venezuelana del 2017] Dalla parte di Chavez e di Maduro, senza se e senza ma. (da un post del 1º agosto 2017)
  • Abbiamo tolto la leva obbligatoria e abbiamo messo come nuova naia l'Erasmus, per rieducare i giovani al globalismo post-nazionale. Di modo che essi abbandonino ogni radicamento nazionale e ogni residua identità culturale e si consegnino senza coscienza infelice all'erranza planetaria, all'espatrio permanente, al moto diasporico globalizzato e alla centrifugazione postmoderna delle identità. I pedagoghi del mondialismo possono così, con profitto, imporre ai giovani femminilizzati la nuova postura cosmopolita no border. (da un post del 27 agosto 2017)
  • Il "Nuovo Ordine Mondiale" non tollera Stati nazionali e famiglie, lingue nazionali e culture. Vuole vedere ovunque il medesimo, cioè il piano liscio del mercato globale con gli uomini ridotti a consumatori anglofoni. (da un post del 28 agosto 2017)

Bentornato Marx![modifica]

Incipit[modifica]

Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro di Karl Marx. Uniti nella caccia spietata a questo spettro terrifico, gli araldi di un capitalismo che si avvia rapidamente ad assumere una nuova, inaspettata struttura imperiale, non fanno che annunciare instancabilmente, in una litania fin troppo nota, che «Marx è morto» e che il suo pensiero è, nell'attuale momento storico, un ferrovecchio che può tranquillamente essere archiviato – evidente manifestazione di quella che Hegel aveva definito l'«ironia della storia» – proprio là dove Engels sosteneva che il comunismo avrebbe relegato lo Stato borghese: nel museo delle antichità, accanto alla rocca per filare e all'ascia di bronzo.

Citazioni[modifica]

  • Per tutti questi motivi, e soprattuto per le contraddizioni che ha lasciato irrisolte, non è possibile tornare a Marx, proprio perché non esiste alcun «vero Marx», unitario e coerente: tuttavia si può, e forse si deve, ripartire da lui e dal suo «cantiere aperto», perché da esso si dipartono molti Holzwege, per ricorrere alla terminologia di Martin Heidegger, ossia molti sentieri interrotti che permettono, a seconda di quello imboccato, di addentrarsi o di perdersi nella selva. (p. 44)
  • Valorizzazione illimitata, lavoro salariato, mercificazione universale e trionfo della libertà politico-formale sono dunque, per Marx, i tratti salienti del moderno modo di produzione capitalistico. (p. 173)
  • Quello di Marx è, per l'appunto, un «materialismo» (come quello di Feuerbach) ma «storico» e della «prassi», secondo l'insegnamento di Hegel e di Fichte. [...] Quello di Marx non è univocamente un materialismo né univocamente un idealismo, ma è piuttosto, se così si può dire, un «materialismo idealistico» o «materialismo della prassi», in cui l'istanza materialistica della sensibilità e della mondanità dell'uomo viene coniugata, in un equilibrio virtuoso, con l'istanza (tipicamente idealistica) della prassi e della filosofia della storia. (pp. 216-217)
  • Nessuno come Marx ha ragionato e ha agito così tanto in vista del futuro ed è poi stato così incapace di tratteggiarne i contorni. (p. 277)
  • Il pensiero di Marx continua a rappresentare la più seducente promessa di felicità di cui la modernità sia stata capace, non cessando di rivelare la sua natura di impareggiabile «segnalatore» delle contraddizioni in cui è sospeso il nostro mondo. (p. 308)

Minima Mercatalia[modifica]

  • Fondato sulla menzogna, il comunismo non poteva che crollare miseramente. Si trattava, peraltro, della menzogna più grande, perché negava la verità sulla natura sociale del sistema in questione: incardinato su di una nuova e spietata società classista divisa in maniera castale in dominati e dominanti, si era falsamente contrabbandato come l'edenico inizio di una società senza classi. (p. 31)
  • Occorre ora insistere sulla necessità di "ri-partire" da Hegel, dalla sua visione olistica e veritativa, imprescindibile tanto per operare una ricostruzione fenomenologica dello spirito del capitalismo, quanto per demistificare le contraddizioni che infettano il nostro tempo. (p. 55)
  • Contro le apparenze e i luoghi comuni, capitalismo e borghesia si configurano come due determinazioni storiche e concettuali che non coincidono né sono sovrapponibili. Il primo si presenta come una totalità espressiva (un "mondo storico", in termini hegeliani) che coincide con un anonimo meccanismo di riproduzione autoreferenziale e nichilisticamente volto all'autovalorizzazione illimitata; magnificamente espressa dal genere del "romanzo di formazione", la seconda, invece, tipica della fase antitetica [del capitalismo], corrisponde a una precisa soggettività dialettica (Mozart, Hegel, Goethe e Marx sono soggetti borghesi ma non capitalistici), capace di maturare la coscienza infelice dell'impossibilità di conciliare lo sfruttamento schiavistico del capitalismo con i propri valori emancipativi universalistici di marca illuministica. (p. 275)
  • E nel momento in cui la sinistra smette di interessarsi a Marx, occorre smettere di interessarsi alla sinistra: il paradosso sta nel fatto che essa, che è il problema, continui ad autointerpretarsi come la soluzione. (p. 394)
  • La principale forma ideologica del nostro tempo (su cui poggiano la naturalizzazione del cosmo mercatistico e l'atrofizzazione del futuro) è l'ininterrotta neutralizzazione della categoria della possibilità dell'essere-diversamente, etichettando – questo il paradosso – come "ideologico" ogni tentativo di questo tipo. (p. 415)
  • L'odierno scenario globale si presenta come un'oligarchia crematistica con sovranità dell'economia sulla politica e, schmittianamente, neutralizzazione del politico. Il mondo che si santifica come democratico si configura così, per ironia della storia, come il capovolgimento dialettico della democrazia in dittatura del capitale finanziario transnazionale (o multinazionale). (p. 418)
  • Le stesse "ondate" della memoria si inscrivono in questa logica illogica di egemonia dell'integralismo del mercato anche sul piano sovrastrutturale. Con il loro uso selettivo del ricordo, esse sono quasi sempre finalizzate a sacralizzare la memoria di alcune specifiche tragedie del Novecento – i lager e i gulag in primis –, omettendone deliberatamente altre, con il duplice obiettivo di innocentizzare metafisicamente l'ordine neoliberale (non si spiegherebbe altrimenti la scandalosa assenza di un "giorno della memoria" specificamente consacrato al ricordo delle vittime di Dresda e delle due bombe atomiche) e di scoraggiare programmaticamente, tramite una demonizzazione a priori, ogni tentativo di superare l'ordine globalizzato (le tragiche esperienze dei gulag e dei lager vengono continuamente additate come il necessario approdo di ogni tentativo di questo genere). (pp. 427-428)
  • Il nesso simbiotico che connette le due istanze del congedo dalle utopie e dell'immodificabilità del reale si fonda non soltanto sulla già richiamata fine postmoderna delle "grandi narrazioni" e sulla delegittimazione dell'idea di verità, ma anche sull'istanza sinergica della retorico della demonizzazione preventiva di ogni trasformazione come utopia sanguinaria. (p. 455)
  • Integrando la diagnosi di Nietzsche con le istanze genealogiche marxiane, il nichilismo corrisponde all'assolutizzazione spaziale, temporale e simbolica della forma merce, e più precisamente alla ricaduta ideologica della generalizzazione della merce a tutte le sfere dell'esistenza, del pensiero e dell'immaginazione dei singoli come delle società. (p. 469)

Incipit di Essere senza tempo[modifica]

Tra le molteplici definizioni che si possono attribuire al nostro specifico momento storico ve n'è una che forse, meglio delle altre, coglie il suo spirito: il nostro presente è l'"epoca della fretta", un «tempo senza tempo» in cui tutto corre scompostamente e senza fermarsi mai, impedendoci non soltanto di vivere pienamente gli istanti presenti, che si succedono vorticosamente, ma anche di riflettere serenamente su quanto accade intorno a noi.

Note[modifica]

  1. Visibile in Diego Fusaro: Capitalismo e immigrazione, YouTube.com, 17 giugno 2014.
  2. Giordano Bruno, Filosofico.net.
  3. Da L'idiotismo dell'antiberlusconismo, LoSpiffero.com, 5 agosto 2013.
  4. Visibile al minuto 07:18 di Diego Fusaro, "Essere senza tempo" (Bompiani), YouTube.com, 10 novembre 2010.
  5. Visibile al minuto 02:30 di Diego Fusaro: "Marx è vivo (ed è la nostra unica speranza)", YouTube.com, 14 febbraio 2010.
  6. Visibile al minuto 03:20 di Diego Fusaro: "Marx è vivo (ed è la nostra unica speranza)", YouTube.com, 14 febbraio 2010.
  7. Da In memoria di Preve, LoSpiffero.com, 23 novembre 2013.
  8. Citato in Un filosofo accanto a Ferrandelli Idea Fusaro per la Cultura, Live Sicilia.it, 29 maggio 2017.

Bibliografia[modifica]

  • Diego Fusaro, Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario, Bompiani, Milano, 2009.
  • Diego Fusaro, Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita, prefazione di Andrea Tagliapietra, Bompiani, Milano, 2010.
  • Diego Fusaro, Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo, saggio introduttivo di Andrea Tagliapietra., Bompiani, Milano, 2012

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