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Idolina Landolfi

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Maria Idolina Landolfi (1958 – 2008), scrittrice, traduttrice e critica letteraria italiana.

Intervista di Enzo Golino, la Repubblica, 30 novembre 2001.

  • [La critica, anche quella negativa, ha seguito Landolfi con molta attenzione nel secolo scorso. Più generazioni di critici, accademici e militanti, e di scrittori, sono intervenuti su di lui. Come pensa che sarà accolto, in questo secolo, l'opera di suo padre?] I giovani lo leggono, soprattutto Le due zittelle, chiedono tesi di laurea. Oggi si produce una letteratura molto diluita, i grandi temi sono latitanti; e invece i giovani proprio di grandi temi sentono il bisogno per ricavarne modelli di comportamento e scale di valori, punti di riferimento in un'epoca così incerta e confusa.
  • [Lei aveva ventuno anni quando suo padre è morto nel 1979. È cambiato, da allora ad oggi, il suo rapporto con il Landolfi padre e il Landolfi scrittore?] Non ho mai avvertito questa separazione. Anche se lui non c'era quasi mai, nemmeno quando sono nata, Landolfi è stato un padre amorosissimo. E sempre di più me ne accorgo rileggendo i suoi libri, perché è così che sono riuscita a conoscerlo sempre meglio, comprendendo i motivi della sua presenza assenza. Lui aveva bisogno di raccoglimento claustrale per scrivere, non sopportava l'inferno familiare, le goffaggini della vita in comune. Non era in grado di fondere vita e scrittura, di far coincidere il tempo della scrittura con tutto il resto. Landolfi era ed è la Letteratura, questo il grande dono di cui ho via via compreso lo straordinario valore. Lui aveva bisogno di stare altrove, in solitudine: per esempio nella vecchia casa fatiscente della natia Pico, o in Liguria, ad Arma di Taggia, in un piccolo appartamento. O a giocare a carte nelle bische e nei circoli fiorentini, o nelle roulette dei casinò, dove ha dissipato molto denaro. Suo padre, nonno Pasquale, avvocato mai in esercizio, facoltoso possidente meridionale, ripianava i debiti, sapeva che la vita vera di suo figlio era nella letteratura.
  • [Se questo era il carattere di suo padre, si è mai chiesta perché si fosse sposato, peraltro con una diciassettenne, una moglie bambina?] Landolfi era un uomo di gran cuore e ha molto amato mia madre, ma era fuori da tutti i canoni. Si è sposato perché ha forse avvertito il bisogno di normalità pur sapendo di essere impreparato a una vita normale. Fra l'altro, è stato molto amato dalle donne, ma lui era impaurito dalla possibilità di perdersi nell'amore. Il suo mondo interiore era assorbito dall'impegno letterario, dalle sue fantasie, dalla pena esistenziale. Sapeva che l'amore fusionale, l'abbandono totale a una passione l'avrebbe perduto danneggiando la sua ossessiva integrità di scrittore.
  • [Quali effetti ha avuto, nella sua vita, Tommaso Landolfi?] Continuo a elaborare il lutto della sua scomparsa. Intanto posso dire che la sua immagine – altissima, irraggiungibile, dominante – ha provocato un'accelerazione della mia crescita intellettuale, quasi volessi mettermi al suo livello per ottenere il riconoscimento della mia autonomia intellettuale, una stima postuma. Al contrario, mi ha bloccato in tante altre cose.
  • [Per esempio?] Nella maturazione sentimentale. I miei amori sono stati un'erranza continua, non sono mai riuscita a farmi una famiglia. Soprattutto gli intellettuali, i miei interlocutori naturali, si mostrano terrorizzati dal confronto con Tommaso Landolfi: non ho mai trovato qualcuno di loro che mi amasse davvero, qualcuno che mi conquistasse. Fuggono, sentendosi inadeguati alla situazione. [...] Non a caso i miei amori più belli li ho vissuti con persone estranee al mondo della letteratura e che nulla sapevano dell' esistenza di uno scrittore Tommaso Landolfi.

Citazioni su Idolina Landolfi

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  • Idolina Landolfi ha costituito un Centro Studi Landolfiani, studia e annota i libri del padre, e nella operosa fedeltà alla sua memoria gli restituisce l'amore che, a suo modo, lui non le ha mai fatto mancare fin quando è vissuto. Ora che Landolfi, dal 1992, sembra aver trovato nuovi lettori nelle edizioni Adelphi, è lieta che un convegno internazionale a Firenze (4 e 5 dicembre), con il suo apporto organizzativo, ne ripercorra l'attività di narratore, poeta, traduttore. Dovrebbe uscirne l'immagine di un Landolfi attrezzato ad affrontare i posteri del Duemila. Nessuna ricorrenza anagrafica. Nessuna occasione editoriale. (Enzo Golino)
  • «Mi folgorerà costei, la piccolina, mi aprirà il mondo?». Lei, la piccolina, è Idolina, primogenita di Tommaso Landolfi, nata a Roma il 19 maggio 1958. Lo scrittore ha cinquant'anni e la paternità, benché tardiva, accende in lui il sogno febbrile di rientrare in quella vita dalla quale si è rabbiosamente escluso. Si chiede come difendersi dal desiderio di immaginare per Idolina un destino di «grande scrittrice o attrice». (Enzo Golino)

Voci correlate

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