Igor Mitoraj

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Igor Mitoraj (1944 – 2014), scultore polacco.

Citazioni di Igor Mitoraj[modifica]

  • In generale, deploro che l'architettura non integri nella sua elaborazione l'opera d'arte, che si aggiunge molto spesso a seconda delle risorse a disposizione e al di fuori di ogni considerazione estetica.[1]
  • Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto; ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere.[1]
  • La mia arte è, evidentemente, l'espressione artistica di un certo malessere, di un'emozione, di una protezione, che lascia la porta aperta all'immaginario; non è che un trampolino per l'al di là.[1]

Citazioni su Igor Mitoraj[modifica]

  • Mitoraj s'è sempre mosso per consegnare al nostro tempo le truppe di resistenza e d'assalto di ciò che il nostro tempo soprattutto desidera pur mostrando di non saperlo poi raggiungere: cioè, il valore morale, etico, religioso, se non addirittura teologico, della bellezza. È stato proprio continuando a battere su questo bisogno, e a battere con la paziente e pervicace costanza con cui gli antichi fabbri percuotevano il ferro, che Mitoraj ha, per dir così, scoperto più da vicino di che dolore, di che "lagrime e sangue" tale bellezza non può non "grondare". (Giovanni Testori)

Donald Kuspit[modifica]

  • La disarmonia e la frammentazione sembravano più veritiere dell'integrazione armoniosa, al punto che l'ideale classico dell'interezza integrale – l'armonizzarsi delle parti in un tutto capace di trascenderle e tuttavia di informarle – appariva un obiettivo obsoleto per l'arte, al servizio di nessun fine umano. Ma parte del significato della svolta post-modernista verso la figura classica sta nel riconoscimento che l'idealità resta vitale e necessaria, che l'idea di perfezione rimane viva nella psiche, e normale per essa. Le sculture di Mitoraj sono riconcettualizzazioni dello spirito classico nella situazione, per così dire, giù di spirito dell'uomo moderno.
  • Mitoraj, per quanto la sua scultura abbaia l'apparenza, dia la sensazione di una ricostruzione, non è un archeologo. Non è legato, in impotente nostalgia, a una gloria svanita che vuole riaffermare in tutta la sua aristocrazia. Né si aggrappa ai frammenti di quell'antica gloria, indifferente ai mutamenti che il mondo moderno ha operato. Partecipa, anzi, alla moderna apoteosi del frammento classico: ma non ci fa mai dimenticare che esso è il segno di un possibile intero.
  • Si potrebbe dire che Mitoraj rende credibile il classicismo presentandolo come una verità devastata: il momento del geometrico, illogico nelle sue figure, ne è epitome. Si può anche dire che le sue opere sono tanto dei modernissimi "oggetti inquieti", nel senso dato al termine da Harold Rosenberg – "oggetti d'arte... privi di una sicura identità classica" –, quanto oggetti inquieti classici privi di una sicura identità moderna. Sono straordinarie "formazioni di compromesso": sogni che esprimono un desiderio di integrità e interezza classiche deformato dall'apparente impossibilità d'interezza e dalla realtà della disgregazione interiore della modernità.

Note[modifica]

  1. a b c Da un'intervista di Gilles Vincent-Huegas; citato in Igor Mitoraj, Sculpture, Parigi, 1988, pp. 46-68 e tradotto da Francesco Paolo Di Teodoro.

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