Il cervello che non voleva morire

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Il cervello che non voleva morire

Immagine Brainthatwouldntdie.jpg.
Titolo originale

The Brain That Wouldn't Die

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1962
Genere fantascienza, horror
Regia Joseph Green
Soggetto Rex Carlton, Joseph Green
Sceneggiatura Joseph Green
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cervello che non voleva morire, film statunitense del 1962 con Jason Evers, regia di Joseph Green.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il corpo umano non è un rebus che si risolve per tentativi. (Padre di Bill)
  • Niente è incredibile se si ha il coraggio di tentare. (Bill)
  • Posso non approvare i tuoi metodi, ma sono orgoglioso dei risultati. (Padre di Bill)
  • Se l'ami come dici, vivrai del ricordo del suo amore. Come puoi pensare di fare di lei una mostruosità? (Kurt)
  • Come ogni altra scala, l'orrore ha un ultimo gradino... e sono io. (Jan)
  • I sentieri della sperimentazione si snodano attraverso montagne di sbagli e spesso ci lasciano nell'orrore e nel buio. (Kurt)
  • L'alcolizzato ha la sua bottiglia, il drogato ha la sua siringa, io ho le mie ricerche. (Kurt)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Bill: Un chirurgo non è un manovale che mura mattoni o un idraulico che stura tubi. Il corpo umano è capace delle più impensabili modificazioni, se solo ne trovassimo la chiave. E io ci sono vicino ormai, vicinissimo.
    Padre di Bill: La chiave di che?
    Bill: Di qualsiasi trapianto. Poter trapiantare arti e organi...
  • Kurt: Pensi che abbia paura di quello là dentro? O di te?! Povera testa in cerca di un corpo!
    Jan: La gente ha paura delle cose che non capisce e che non può vedere.
  • Bill [brindisi]: Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.
    Doris: Al mio avvenire!

Citazioni su Il cervello che non voleva morire[modifica]

  • Un attore minore, Jason Evers, recita, produce, dirige, sceneggia (le ultime tre cose sotto pseudonimo) questo horror che tratta in modo triviale un'idea discreta. (il Farinotti)

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