Il flauto di vertebre

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Vladimir Majakovskij.

Il flauto di vertebre (in russo Флейта-позвоночник), poema di Vladimir Majakovskij del 1915.

Citazioni[modifica]

  • Sempre più spesso mi chiedo | se non sia meglio mettere il punto | d'un proiettile alla mia sorte. | Oggi darò, | in ogni caso, | un concerto d'addio.
  • Che nessuno dimentichi una simile notte. | Oggi io suonerò il flauto | sulla mia colonna vertebrale.
  • Penso. | I pensieri, grumi di sangue, | infermi e rappresi strisciano via dal cranio.
  • Ho bestemmiato. | Ho urlato che Dio non esiste, | e lui ha tratto dal fondo dell'inferno | una donna che farebbe tremare una montagna, | e mi ha comandato: | amala!
  • Non ho bisogno di te! | Non voglio! | Non importa, | lo so | che creperò fra breve.
  • Quando l'anima mia sloggerà | per venire al tuo tribunale, | accigliandoti ottusamente, | come una forca | distendi la Via lattea, | e subito impiccami come un criminale.
  • Dove andrò a nascondere il mio inferno? | Da quale Hoffmann celeste | sei stata concepita, maledetta?!
  • Forse di questi giorni, | orrendi come aguzze baionette, | quando i secoli avranno canuta la barba, | resteremo soltanto | tu | ed io, | che t'inseguirò di città in città.
  • Ti bacerò attraverso la nebbia di Londra | con le labbra di fuoco dei lampioni.
  • Il tuo nome | sarà l'ultimo, | rappreso sul mio labbro lacerato dal proiettile.
  • Se è mio destino d'essere re | il tuo viso | ordinerò di coniare al mio popolo | nell'oro vivo delle mie monete!
  • Sul ferro graffierò il tuo nome, Lilia, | le catene bacerò nel buio della galera.
  • Al mondo, forse, | questo ultimo amore | è un'alba vivida come l'incarnato di un tisico.
  • L'inquietudine ha rotto l'argine della ragione.
  • Come una fune, ho teso l'anima sul precipizio | e vi ho fatto l'equilibrista, giocoliere di parole.
  • Non ti vestirò con l'elegante abito di Parigi | ma soltanto col fumo della sigaretta.

Bibliografia[modifica]

  • Vladimir Majakovskij, Poesie, traduzione di Ignazio Ambrogio, BUR, 2008.

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