Insieme a Parigi

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Insieme a Parigi

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Titolo originale

Paris, When It Sizzles

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1964
Genere commedia, sentimentale
Regia Richard Quine
Soggetto Julien Duvivier, Henri Jeanson
Sceneggiatura George Axelrod
Produttore Richard Quine, George Axelrod
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Insieme a Parigi, film del 1964, con Audrey Hepburn, William Holden e Tony Curtis, diretto da Richard Quine.

Frasi[modifica]

  • Disgraziatamente trovò il tempo di scrivermi un copione, le ultime dieci pagine furono rinvenute al largo di Malibù...in una bottiglia di vodka. (Produttore)
  • Le pagine mia cara ragazza sono tutte qui. Una produzione Alexander Meyerheim. La ragazza che rubò la Torre Eiffel. Soggetto originale e sceneggiatura di Richard Benson. Poi dopo una pagina o due interessanti riprese di ambientazione, possibilmente fatte da un elicottero, l'eroe e la ragazza si incontrano. Poi dopo qualche chiacchiera, tanto per conoscersi, un tipo di dialogo che sono uno specialista, sentiamo nascere un'inconscia attrazione tra i due. Qualcosa che suggerisca allo spettatore il tremulo albeggiare di un amore. E poi, conflitto! Possiamo avvertire dalla musica, come la situazione sia profondamente gravida di pericolo. E ora... la prima sorpresa! Il pubblico sussulta, rendendosi conto di essere stato ingannato. Le cose non stanno come sembrano, niente affatto! Anzi, tutta la situazione è completamente rovesciata e ciò grazie a una magnifica, geniale sorpresa nella sorpresa! Stupiti da questa svolta degli eventi, lui e lei si rendono conto del grave sbaglio compiuto nel valutarsi a vicenda. A questo punto, la musica si fa di nuovo minacciosa, essi comprendono il pericolo in cui si trovano e comincia l'inseguimento. Gomme che stridono, fughe sui tetti! Campi lunghi delle loro minuscole figure che corrono per la la città vuota e paralizzata dal terrore, quando ad un tratto in un vicolo deserto, vediamo seduto sopra il coperchio di un secchio di spazzatura, intento a leccarsi i peli inzuppato dalla pioggia, il primo piano del gatto! E ora, mentre ci avviciniamo passo per passo alla scena madre, la musica in crescendo ed ecco che del tutto dimentichi della pioggia torrenziale che imperversa su di loro, i due si gettano ansanti e felici l'uno nelle braccia dell'altra. E mentre il pubblico gongola per indiretta sublimazione sessuale, i due immensi e strapagati primi piani si avvicinano per il sublime ed inevitabile momento. Il commuovente e retributivo, sia per la produzione che per l'esercizio e per i venditori dei gelati, bacio finale... dissolvenza, fine. Centotrentotto pagine. Non c'è motivo di farlo più lungo, altrimenti dopo le dovremmo tagliare. (Richard)
  • Prenda nota, per il libro che un giorno scriverò sull'arte della sceneggiatura. Non puntare mai sul tredici, sul trentuno e relativi cavalli per troppe volte di seguito. delle somme troppo elevate, perché tanto non funziona. (Richard)
  • Dobbiamo dare al pubblico il genuino colore della vera Parigi... Ok! Esterno Christian Dior. La macchina panoramica e appare una Rolls-Royce bianca che arriva e si ferma. No, aspetti un momento. Cambi una Bentley bianca, è più fine. (Richard)
  • La depravazione può essere molto noiosa per chi non fuma e non beve. Ma bisogna pur tentare di crescere. (Gabrielle)
  • Un attore? Un'amicizia tragica a voler dire poco. Spero almeno che non sia almeno di quegli attori moderni che borbottano e fanno un sacco di pause, distruggendo in tal modo, l'impeccabile ritmo della prosa dell'autore. (Gabrielle)

Dialoghi[modifica]

  • Richard: Se vogliamo intrattenere rapporti felici e armoniosi, la prego di non rispondere a una domanda con un'altra domanda. È chiaro?
    Gabrielle: Perché, l'ho fatto?
    Richard: Ecco che incomincia a rispondere con una domanda ad un'altra domanda.
  • Gabrielle: Di che cosa parla?
    Richard: È un film di azione suspense, romantico drammatico, molto brillante, naturalmente.... con nascondo sul fondo un substrato di messaggio sociale.
  • Richard: A lei piace proprio, eh?
    Gabrielle: Che cosa?
    Richard: Vivere.
    Gabrielle: Tutte le mattine quando mi sveglio e so che ho tutto un giorno avanti a me, mi sento così piena d'entusiasmo.
  • Philippe: Ispettore, la mia imitazione di attore moderno è stata impeccabile. Ho recitato la parte con inferiorità, denunciando tutti gli elementi basilari di questa, beh... strana vocazione. Il profondo quasi paranoico narcisismo. La mancanza di pulizia personale. L'abominevole grammatica. Vecchio mio, mi scusi signore. Sono stato perfetto, brillante. Sono arrivato in moto scooter con del blue jeans scoloriti, con una polo rossa, i guanti, gli occhiali da sole...
    Ispettore Gilet: Ora ti prego, mio caro Philippe, non lasciarti trasportare. Tieni bene a mente che non sei la stella di questo dramma, bensì un piccolo attore non protagonista con una particina minuscola per giunta. Se anche per la vita usassero i manifesti, come nel teatro, il tuo nome apparirebbe in fondo, in fondo con lettere piccolissime e dopo le parole "secondo poliziotto".

Altri progetti[modifica]