Invasion (film 2007)

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Invasion

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Titolo originale

The Invasion

Lingua originale russo, inglese
Paese Stati Uniti d'America, Australia
Anno 2007
Genere fantascienza, azione
Regia Oliver Hirschbiegel, James McTeigue (non accreditato)
Soggetto Jack Finney
Sceneggiatura Dave Kajganich
Produttore Joel Silver
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Remake di L'invasione degli ultracorpi (1956)

Invasion, film del 2007 con Nicole Kidman e Daniel Craig, regia di Oliver Hirschbiegel.

Incipit[modifica]

Carol [voce fuori campo]: Oh, non ce la faccio a stare sveglia... Sta' sveglia! Sta' sveglia! Sta' sveglia! Adderall, vuoto. Ritalin, vuoto. Amitriptilina, amitriptiplina... Che cos'è? Che cos'è? Modifinil, CNS, Modifinil, dopamina, sì, è uno stimolante, Clonazepam, Clonazepam, bene. Perfetto, sì. Sì, in tasca, mettitelo in tasca. Oh, zucchero, zucchero. Fruttosio. Questa va bene.
Ultracorpo [da dietro la porta]: Aprite la porta! Aprite, vi prego! Vogliamo uscire, vi prego aprite la porta!
Carol [voce fuori campo]: Chi sono? Chi sono? Non dormire. Presto, svegliati! Ormai ce la fai! So che ce la fai! Non ce la faccio... Sta' sveglia, non ti addormentare! Ce la fai, avanti! Avanti!

Frasi[modifica]

  • Può ingannarli, ma si deve calmare. [...] Non dimostri emozioni. Così non riusciranno a distinguere. (John)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [A una cena elegante]
    Yorish: A te serve quello che serve a ogni ceco: uno stivale russo nel posteriore.
    Henryk: Peccato che non li facciano più i russi ormai, li fanno tutti in Cina!
    Yorish: Prima mi metti vicino a una bella donna senza presentarmi e ora mi insulti.
    Moglie di Henryk: Oh, no, adesso comincia, Henyo!
    Henryk: Desolato, Yorish, accetta le mie umili scuse. Dottor Bennell, lei ha l'onore di conoscere uno dei diplomatici più famosi di Washington, il mio amico e fonte di questo delizioso caviale, l'ambasciatore Yorish Kaganovich.
    Carol: È un vero piacere, ambasciatore.
    Yorish: Il piacere è tutto mio. Henryk in genere ha ospiti sgradevoli e vecchi quanto me.
    Henryk: Non condivido. Nessuno è sgradevole quanto te, Yorish.
    Yorish: Sa la parola "Cecoslovacchia" com'è in russo, dottore? Noi la traduciamo "zerbino".
    Henryk: Qualcuno parla ancora russo? Pensavo fosse una lingua morta!
    Yorish: Con il mio sfacciato amico fingiamo di giocare, ma segretamente siamo aspri rivali i quali si sfruttano reciprocamente. Io sono qui per bere il suo costoso champagne e lui invita me perché gli procuro il vero caviale. Una patina di civiltà che cela i nostri veri interessi; è la natura del nostro mondo, no?
    Moglie di Henryk: Yorish, sta' buono!
    Yorish: Sono solamente curioso. Io sostengo che la civiltà è un'illusione, un gioco di finzione. Di reale c'è solo il fatto che siamo ancora animali guidati da istinti primari. In quanto psichiatra lei saprà che questo è vero.
    Carol: Le dirò, ambasciatore, che quando qualcuno comincia a parlarmi di ciò che è vero quello che sento io è qualcuno che mi parla di se stesso più della sua visione del mondo.
    Henryk: Centrato! Bene, dottore!
    Yorish: Forse ha ragione. Essere russi in questo paese è una sorta di patologia. Cosa ne dice? Può aiutarmi, darmi una pillola che mi faccia vedere il mondo come lo vedete voi americani, che mi aiuti a comprendere l'Iraq o il Darfur o perfino... New Orleans?
    Henryk: Non sprofondi nella sua follia, dottore. È russo, per lui discutere è un po' come respirare!
    Yorish: Sto solo dicendo che la civiltà si sgretola quando più ne abbiamo bisogno. Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei più terribili crimini. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci in una nuova atrocità, in cui tutte le prime pagine non siano solo guerra e violenza... be', in realtà è immaginare un mondo in cui l'essere umano cessi di essere umano.
    Carol: Posso concederle che conserviamo ancora bassi istinti animaleschi, a patto che ammetta che non siamo gli animali che eravamo anni orsono.
    Yorish: Giusto.
    Carol: Legga Piaget o Kohlberg, Maslow, Graves, Wilber... e vedrò che ci stiamo ancora evolvendo, la nostra coscienza cambia. Cinquemila anni orsono le femministe postmoderne non esistevano, eppure oggi se ne ritrova una accanto. E sebbene sia un fatto che non cancella tutte le terribile cose che avvengono in questo mondo, se non altro mi da motivo di pensare che forse un giorno saremo diversi.
  • Carol: Oh, Dio, che cosa ridicola! Il marito è infetto da un virus alieno e io le prescrivo degli antipsicotici!
    Ben: Be', io avevo scambiato il campione per uno scherzo di Halloween, quindi... Chi lo sapeva?
  • Ben: Sbagliavamo a combatterli.
    Carol: No... No...
    Ben: Ricordi quel viaggio in Colorado?
    Carol: Sta' zitto!
    Ben: Quel boschetto di pioppi, ricordi?
    Carol: Sta' zitto! Sta' zitto!
    Ben: ...che pace e che bellezza, ricordi? Che mi hai detto quel giorno?
    Carol: Io non ti ho detto niente quel giorno!
    Ben: Ti chiedevi come sarebbe se vivessimo come vivevano quegli alberi, in piena connessione l'uno con l'altro, in armonia, un tutt'uno.
    Carol: Tu non sei Ben! Lo so che non sei Ben!
    Ben: Non sono solo Ben. Io vado oltre Ben.
    Carol: Fermo, non aprire quella porta!
    Ben: Non guardi la televisione? Non li leggi i giornali? Non vedi quello che succede? Quello che offriamo? Un mondo senza guerre, senza povertà, senza omicidi, senza stupri. Un mondo senza sofferenza. Perché nel nostro mondo nessuno può ferire l'altro o sfruttare l'altro o cercare di annientare l'altro perché nel nostro mondo non esiste l'altro. È giusto così, Carol. Dentro di te lo sai che è giusto. Combattere noi è combattere per tutto ciò che è sbagliato. Carol, tu sai che è vero: il nostro mondo è un mondo migliore.

Explicit[modifica]

[Carol ripensa al discorso dell'ambasciatore Yorish Kaganovich] Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei più terribili crimini. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci in una nuova atrocità, in cui tutte le prime pagine non siano solo guerra e violenza... be', in realtà è immaginare un mondo in cui l'essere umano cessi di essere umano. (Yorish Kaganovich) [voce fuori campo]

Citazioni su Invasion[modifica]

Frasi promozionali[modifica]

  • Attento alle cose... che ti circondano.
Beware things surround... you.[1]
  • Non fidarti di nessuno. Non mostrare emozioni. Non addormentarti mai.[2]
  • Non dormire. Non andare a casa. Ti troverò. Mamma.
Don't sleep. Don't go home. I'll find you. Mom.[3]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 6 - The Invasion, MYmovies.it
  2. Dalla locandina in italiano. Cfr. Poster Invasion, MYmovies.it
  3. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 7 - Invasion, MYmovies.it

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