Ira Wolfert

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Ira Wolfert (1908 – 1997), giornalista e scrittore statunitense.

Il nuovo centro musicale di New York[modifica]

Incipit[modifica]

«Il maggior progresso culturale che ci sia stato da molte generazioni, e forse da sempre, nella storia di New York» lo definisce il New York Times, che si fa un vanto di non lasciarsi trasportare da entusiasmi eccessivi. Il Times di Londra, che si fa vanto di non entusiasmarsi affatto, scrive: «È uno dei gesti più umani che siano mai stati fatti dall'iniziativa privata a vantaggio del pubblico.»
Si chiama Centro Lincoln per le Arti dello Spettacolo, e i suoi scopi sono la musica, la prosa e la danza; i capolavori che, in questi campi, portano il pubblico a contatto con la grandezza dell'animo umano.[1]

Citazioni[modifica]

  • Quando si ascolta la musica in una sala, in ogni singolo momento non si sentono soltanto le note che vengono suonate ma anche l'eco di quelle sonate un attimo prima. È questo che rende un suono «vivo», per usare il termine dei musicisti. Se gli echi non durano abbastanza, la musica risulta cruda ai nostri orecchi. Se invece durano troppo, sembra cupa e rimbombante: ha troppa «risonanza». La differenza fra «troppo» e «troppo poco» è questione di un secondo.[1]

Incipit di Un atto d'amore[modifica]

Venne da lontano un rumore d'aerei...[2]

Note[modifica]

  1. a b Citato in Selezione dal Reader's Digest, dicembre 1962.
  2. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

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