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János Arany

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János Arany in un ritratto di Bertalan Székely

János Arany (1817 – 1882), poeta ungherese.

Citazioni di János Arany

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  • [...] e tu m'offri, o poesia, i lievi sogni | e tu vegli la mia stellata notte | e nei sogni le spine | della realtà divengono | tenere rose. (da Consolazione[1])

Citazioni su János Arany

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  • Il tuo canto è come un limpido rintocco di campana | che si leva dal silenzio della puszta lontana. (Sándor Petőfi)
  • Il suo genio è incomparabile: la sua visione delle cose è così intensa che pare a momenti un'allucinazione. Nell'arte di accordare i suoni, condurre il ritmo, sviluppare magnificamente il periodo poetico e ottenere con la strofa lirica, o con un gruppo di versi drammatici o epici, gli effetti orchestrali di una grande sinfonia, è addirittura unico.
  • La poesia ungherese surse coll'Arany alla più alta sublimità, né un altro poeta poté mai gareggiare con lui. L'Arany era natura essenzialmente ungherese: nel carattere del suo genio, nelle sue indolenze passaggere e nella eroica operosità; nelle sue prodigalità ospitali e nella patriarcale semplicità; nei modi, nel linguaggio, nell'ardente genio patriottico del suo splendido lirismo.
  • Non v'è alcun genere della poesia che l'Arany non abbia tentato e sempre con felice successo. Fu grande nelle novelle poetiche, così nel genere serio come in quello popolare e comico; regalò alla nostra letteratura veri gioielli di romanzi, di poemetti epici, di leggende e di canzoni storiche; ci lasciò descrizioni poeticamente reali e magiche, poemi didascalici, aneddoti, poesie umoristiche, ecc., ma il suo maggior merito consiste forse nell'aver dato forme e caratteri artisticamente sublimi alla ballata ungherese, di cui fu egli il vero e primo cultore artistico.

Citazioni sulla Toldi

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  • Leggo la Toldi per la sesta volta. È proprio un lavoruccio di una trama così sottile che io lo leggo la sesta volta, per poterne meglio capire la sua leggerezza. (Sándor Petőfi)
  • Ove trovar si può cosa sì bella e buona | come dal libro tuo scintilla e splende? | Donde e chi sei? Diamante che abbaglia | dal fondo del mar compari ad un tratto. | Altri spoglia l'allor di poche foglie | tu sol coglier ne sai corona intera. (Sándor Petőfi)

Note

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  1. Citato in Folco Tempesti, La letteratura ungherese, Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1969, p. 117.

Altri progetti

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