Jack Womack

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Jack Womack, 2008

Jack Womack (1956 – vivente), scrittore statunitense.

  • "Non so proprio, Avalon. È tanto strano. Quando ero giovane, tutto mi sembrava soltanto una sorta di gioco, e poi a un certo punto del mio cammino compresi che non sarei mai riuscito a lanciare i dadi. Da allora credo di aver sempre cercato di conquistare il mio turno di lancio. Non l'ho mai desiderato più di tanto, non credo. Volevo soltanto qualcosa di diverso. Un'altra possibilità. Qualcosa del genere. Ora non mi sembra più tanto giusto. È tutto sbagliato. Non so se sarà mai giusto. Tu cosa ne pensi?"
    La nostalgia mi aveva schiantato come null'altro poteva. Mi sentivo pronto a dormire in eterno.
    "Avalon?"
    Non mi rispose; mentre stavo parlando, era scivolata nelle ombre del sonno, volando lontano dal mondo frenetico.[1]

Incipit di Atti casuali di violenza insensata[modifica]

La mamma dice che la mia è una mente notturna. La prima volta che me l'ha detto le ho chiesto cosa intendeva, e lei mi ha risposto: «Tesoro, tu pensi meglio al buio, come me».[2]

Note[modifica]

  1. Da Futuro Zero.
  2. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia[modifica]

  • Jack Womack, Futuro Zero (Ambient, 1987), traduzione di G. Carlotti, Einaudi, 1998. ISBN 8806147897.

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