James Graham Ballard

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James Graham Ballard (1930 – 2009), scrittore britannico.

Citazioni di James Graham Ballard[modifica]

  • Nell'epoca attuale, il paesaggio dei media è una mappa in cerca di un territorio. [...] Come fare a trarre un senso da questo flusso incessante di informazione e di pubblicità, di notizie e di intrattenimento, in cui le campagne presidenziali e i viaggi sulla Luna sono indistinguibili dal lancio di una nuova merendina o dell'ultimo deodorante? Che cosa succede davvero, nel nostro inconscio, quando, sullo stesso schermo televisivo, nel giro di pochi minuti viene assassinato un primo ministro, un'attrice fa l'amore e un bambino ferito viene estratto da un'auto sfasciata? (da La mostra delle atrocità, Feltrinelli, Milano, 2001, p. 131)
  • Nell'epoca postwarholiana un singolo gesto, accavallare le gambe, per esempio, può diventare più significativo di tutte le pagine di Guerra e Pace. (da La mostra delle atrocità, Feltrinelli, Milano, 2001, p. 41)
  • Sento che si ha bisogno di una tecnica non lineare semplicemente perché le nostre vite non sono condotte in termini lineari. Esse sono molto più quantificate; un intero flusso di eventi casuali si sta verificando... noi accendiamo televisori, li spegniamo mezz'ora più tardi, leggiamo riviste, sogniamo e così via. Non viviamo le nostre vite in termini lineari così come facevano i Vittoriani. (da BBC Radio Three, 1969)[1]

L'impero del sole[modifica]

Incipit[modifica]

Le guerre vennero presto a Shanghai, succedendosi l'una l'altra al modo delle maree che rimontavano rapide lo Yangtze e restituivano alla sfarzosa città tutte le bare affidate alla acque dai moli funerari del Bund cinese.
Jim aveva cominciato a sognare di guerre. La notte, sulla parete della sua camera in Amherst Avenue sembravano snodarsi gli stessi film muti, che trasformavano la sua mente addormentata in una sala vuota da proiezione. Durante l'inverno del 1941, tutti, a Shanghai, proiettavano film di guerra. Frammenti di sogni seguivano Jim in giro per la città: negli atri degli empori e degli alberghi, le immagini di Dunkerque e di Tobruk, dell'operazione Barbarossa e del sacco di Nanchino, gli esplodevano nella mente sovraccarica.

Explicit[modifica]

Sotto la prua dell'Arrawa, una bara di bimbo mosse incontro alla corrente notturna. Risucchiati dalla scia di una motozattera di marinai americani dell'incrociatore, i fiori di carta le s'incoronarono intorno in un'incerta ghirlanda: ed essa cominciò il lungo viaggio verso l'estuario dello Yangtze, di dove la mare montante l'avrebbe ricacciata fra i moli e le piane di fango, respingendola ogni volta ai lidi della città terribile.

Tutti i racconti 1956-1962[modifica]

Introduzione[modifica]

  • Simili a spiccioli nel gran tesoro della narrativa, ai racconti accade sovente di venire trascurati accanto alla profusione di romanzi disponibili, sopravvalutata moneta che spesso si rivela falsa. Ai livelli eccelsi cui l'hanno portato autori come Borges, Bradbury e Poe, il racconto è invece coniato in metallo prezioso, un aureo fulgore che non cesserà mai di ardere nel cuore della vostra fantasia.
    I racconti sono sempre stati importanti per me. Ne apprezzo l'immediatezza, mi piace la loro capacità di concentrarsi intensamente su un unico argomento. Rappresentano inoltre un efficace sistema per collaudare idee successivamente sviluppabili a dimensioni di romanzo. (p. 9)
  • Molti sono i romanzi oggi pubblicati che avrebbero tratto gran beneficio dal venir rimodellati in foggia di racconti. [...] Di racconti perfetti ne esistono a iosa, mentre di romanzi perfetti nemmeno uno. (pp. 9-10)
  • Il futuro, inutile dirlo, è un posto pericoloso da frequentare, fittamente minato e con la tendenza ad azzannarti i polpacci a tradimento mentre ti ci inoltri. (p. 10)

Incipit di alcune opere[modifica]

Prima Belladonna[modifica]

Conobbi Jane Ciracylides durante l'Intervallo, la crisi mondiale di noia, apatia e canicola estiva che tanto felicemente ci coinvolse tutti per dieci indimenticabili anni, e immagino che ciò possa aver avuto molto a che fare con quanto accadde fra noi. Non credo proprio che oggi riuscirei a rendermi altrettanto ridicolo, ma può anche darsi che sia stata tutta colpa di Jane.

Girotondo[modifica]

Roldano Romanelli[modifica]

Seguivamo entrambi il programma piuttosto distrattamente allorché per la prima volta notai l'anomalia. Munito di cruciverba me ne stavo spaparanzato davanti al caminetto a rosolarmi pian pianino e a gingillarmi col 17 verticale ('Segnati da antichi orologi, 6/5') mentre Helen rifaceva l'orlo a una vecchia sottoveste, sollevando lo sguardo solo quando il tritagonista, un giovanotto dalla mascella volitiva e dal collo taurino e dalla voce tonitruante, entrava risolutamente in ballo.
[James Graham Ballard, Tutti i racconti 1956-1962, traduzione di Roldano Romanelli, Roma, Fanucci Editore, 2003.]

Hilia Brinis[modifica]

Nessuno di noi due seguiva molto attentamente la trasmissione quando, per la prima volta, notai l'errore. Me ne stavo allungato davanti al caminetto a fare le parole incrociate; mi godevo il calduccio ed ero alle prese col 17 verticale."Segnati da antichi orologi. 6,5." Helen rammendava una vecchia gonna e alzava gli occhi solo quando uno dei tre personaggi principali, un giovane tutto mento, con un collo taurino e una voce d'oltretomba, si moveva pesantemente verso il centro dello schermo.
[J.G. Ballard, Il tempo si guasta, traduzione di Hilia Brinis, Mondadori, 1981]

Amplificazione[modifica]

Roldano Romanelli[modifica]

«Riprovi» disse Sheringham.
Maxted s'infilò la cuffia, posizionandola accuratamente sulle orecchie. Si concentrò mentre il disco iniziava a girare, cercando di cogliere qualche sfumatura atta a favorire l'identificazione.
[James Graham Ballard, Tutti i racconti 1956-1962, traduzione di Roldano Romanelli, Roma, Fanucci Editore, 2003.]

Hilia Brinis[modifica]

— Un altro sforzo di fantasia, coraggio! — esortò Sheringham.
Maxted si aggiustò la cuffia, sistemandosi meglio gli auricolari. Si concentrò mentre il nastro ricominciava a svolgersi, tentando di captare qualche eco riconoscibile.
[J.G. Ballard, Amplificazione, traduzione di Hilia Brinis, Mondadori, 1981]

Ora: Zero[modifica]

Roldano Romanelli[modifica]

Vi chiederete: come ho fatto a scoprire questo folle e fantastico potere? Mi fu concesso, come al dottor Faust, dal Diavolo in persona, in contropartita dell'anima mia? L'ho forse acquisito in virtù di qualche bislacco talismano (l'occhio di un idolo o una zampa di scimmia) rinvenuto entro un antico scrigno o legatomi per testamento da un marinaio in fin di vita? Oppure ebbi a imbattermici mentre indagavo le oscenità dei Misteri Eleusini e delle Messe Nere, repentinamente avvertendone tutto l'orrore e la magnificenza fra nubi d'esalazioni sulfuree e d'incenso?
[James Graham Ballard, Tutti i racconti 1956-1962, traduzione di Roldano Romanelli, Roma, Fanucci Editore, 2003.]

Laura Serra[modifica]

Vi chiederete come abbia fatto a scoprire il mio folle, singolare potere. Penserete forse che abbia stretto un patto col Diavolo, e che lui mi abbia concesso questo potere in cambio dell'anima. O che l'abbia ottenuto tramite un qualche strano talismano (l'occhio di un idolo, una zampa di scimmia) trovato magari in una cassa dissotterrata o lasciatomi in eredità da un marinaio morente. O ancora, che io stesso l'abbia scoperto mentre indagavo tra gli osceni segreti dei misteri eleusini e della messa nera, e che la sua essenza straordinaria e terribile mi si sia presentata alla mente di colpo, tra nubi di fumo sulfureo e d'incenso.
[J.G. Ballard, Ora zero, traduzione di Laura Serra, Mondadori, 1981]

Cronopoli[modifica]

Il processo era fissato per il giorno dopo. A che ora di preciso nessuno lo sapeva, s'intende, nemmeno Newman. Sarebbe probabilmente stato di pomeriggio, quando i protagonisti — giudice, giurati e pubblico ministero — fossero riusciti a convergere contemporaneamente nella medesima aula giudiziaria. Con l'assistenza della fortuna, sarebbe potuto sbucar fuori al momento opportuno persino l'avvocato difensore, anche se, trattandosi di un caso tanto lampante, Newman dubitava che si sarebbe scomodato.

Le voci del tempo[modifica]

In seguito Powers pensò spesso a Whitby, e agli strani solchi scavati dal biologo, apparentemente a caso, sul fondo della piscina vuota. Profondi due centimetri e mezzo e lunghi sei metri, intrecciati a formare un complesso ideogramma simile a un carattere cinese, lo avevano impegnato l'intera estate, ed egli aveva evidentemente pensato a poco altro, continuando a dedicarvisi instancabilmente nei lunghi pomeriggi solitari.

Passaporto per l'eternità[modifica]

In tutta la città, i rumori della baldoria svanivano verso l'alto, nell'abbagliante notte marziana, ma in Sunset Ridge, nel quartiere dei ricchi, Margot e Clifford Gorrell sedevano l'uno di fronte all'altra, chiusi in un cupo silenzio. Accigliata, Margot sfogliava con impazienza una guida dei luoghi di villeggiatura. A un tratto la gettò in disparte, con ostentato gesto di disperazione.

Incipit di alcune opere[modifica]

Febbre di guerra[modifica]

Ryan sognò per la prima volta il cessate il fuoco durante la battaglia verso l'Hilton di Beirut. A quell'epoca la strana visione di una città in cui la pace regnasse sovrana si era insinuata a tradimento in un angolino della sua mente.

La scultrice di Vermilion Sands[modifica]

Note basse sotto il sole alto. Mentre risalivamo in macchina dopo la cerimonia, la mia segretaria osservò: — Signor Hamilton, spero che vi rendiate conto della figuraccia che avete fatto.
— Risparmiate quel tono di sussiego — dissi. — Come potevo immaginare che Lorraine Drexel avrebbe creato una cosa del genere?
— Cinquemila dollari — disse lei, pensosa. — E non è che un vecchio rottame di ferro. E il rumore, poi! Non li avevate visti gli schizzi della Drexel? A che serve allora, il Comitato delle Belle Arti?

Millennium People[modifica]

Era in atto una piccola rivoluzione, così discreta e perbene che non se n'era accorto quasi nessuno. Come il visitatore di un set cinematografico abbandonato, me ne stavo davanti all'entrata di Chelsea Marina ad ascoltare il traffico mattutino su King's Road, una rassicurante accozzaglia di stereo di macchina e sirene d'ambulanza. Al di là della guardiola del custode c'erano le strade del complesso edilizio assolutamente deserto, una visione apocalittica privata della sua colonna sonora. Dai balconi penzolavano striscioni di protesta, e contai una dozzina di macchine ribaltate e almeno due case bruciate.

Ora zero[modifica]

I saccheggiatori di tombe[modifica]

Di sera, quando Traxel e Bridges si allontanavano col fuoristrada nel mare di sabbia, Shepley e il Vecchio erano soliti vagare fra le tombe del tempo saccheggiate e ascoltare i lievi crepitii che nella luce morente accompagnavano il ricrearsi delle antiche sembianze evanescenti, dentro le volte di cristallo semisepolte che brillavano come gigantesche coppe.

Controtempo[modifica]

Il sole splendeva tra i fiori e le pietre tombali, trasformando il cimitero in un luminoso giardino ricco di statue. Simili a grandi corvi sparuti, due becchini si chinavano sulle vanghe, tra gli angeli di marmo, proiettando la loro ombra attraverso la candida superficie levigata di uno dei sepolcri più recenti.

Ufo da Venere[modifica]

Quando il dottor Andrew Ward entrò a far parte dello staff dello Hubble Memorial Institute, presso l'Osservatorio di Mount Vernon, non immaginava certo che il più intimo dei suoi nuovi conoscenti sarebbe stato un astronomo dilettante e profeta a tempo perso, di nome Charles Kandinski, che gli astronomi professionisti dell'Osservatorio consideravano, seppure con indulgenza, pazzo.

Mattatoio[modifica]

Il venti giugno, la vigilia del solstizio d'estate, un piccolo circo arrivò nel paese dell'Inghilterra occidentale dove stavo trascorrendo le mie vacanze.
Tre giorni prima il grande luna park ambulante che veniva sempre in quel periodo con la sua ruota gigante, le sue giostre e le dozzine di baracconi e di tiri a segno, si era installato al suo solito posto, ovvero nel terreno scoperto di proprietà del comune che si trovava al centro del paese.

Un pomeriggio a Utah Beach[modifica]

— Vi rendete conto che guardiamo su Utah Beach?
Mentre si toglieva gli stivali e il berretto, David Ogden indicava la diga oltre la finestra. A cinquanta metri dalla villa, la sabbia piatta correva lungo la costa della Normandia come una superstrada abbandonata e bagnata, sulla destra, dal mare. Ogni mezzo miglio una casamatta nera, di cemento, offriva il suo profilo butterato dalle granate alla placida Manica.

Zoom di 60 minuti[modifica]

2,15 del pomeriggio
Lloret de Mar, Apartamentos California

Sto osservando un mondo silenzioso. Attraverso il mirino di questa cinepresa regolata al suo campo massimo, vedo l'Hotel Coral Playa a trecento metri da qui, sulla spiaggia, immerso in una luce accecante così vitrea che potrebbe imbalsamare Faraone. È difficile credere che il mare sia solo a pochi passi, sulla destra dell'inquadratura: con questa luce intensa e velata potremmo essere a Karnak, in quell'albergo per turisti vicino alla necropoli dove Helen concesse i propri favori a quel suo dentista di Stoccarda, dando così il via a questa epopea della cinepresa per dilettanti.

Ultime notizie dall'America[modifica]

— C'è l'oro, Wayne, polvere d'oro dappertutto! Svegliati! Le strade d'America sono tutte pavimentate d'oro!
In seguito, quando attraccarono l'Apollo al molo abbandonato della Cunard, nella parte più bassa di Manhattan, Wayne ricordò, con rinnovato divertimento, l'eccitazione di McNair. Il giovane capotecnico, testardo ma solitamente timido, gesticolava scompostamente e la barba risplendeva come una lanterna accesa.

Note[modifica]

  1. Citato in Charles Shaar Murray, Jimi Hendrix: una chitarra per il secolo (Grosstown Traffic: Jim Hendrix and post-war pop), traduzione di Massimo Cotto, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 1992, p. 41. ISBN 88-07-07025-1

Bibliografia[modifica]

  • J.G. Ballard, Febbre di guerra, traduzione di Susanna Molinari, in "Destinazione spazio 2", a cura di Donald A. Wollheim, Mondadori, 1991.
  • James Graham Ballard, L'impero del sole, traduzione di Gianni Pilone Colombo, SuperBur, 1989. ISBN 8817113581
  • J.G. Ballard, Metamorfosi sonora. La scultrice di Vermilion Sands, traduzione di Hilja Brinis, in "Il primo libro delle metamorfosi", Mondadori, 1968.
  • J.G. Ballard, Millennium People, traduzione di Delfina Vezzoli, Feltrinelli, 2004. ISBN 8807701545
  • James Graham Ballard, Tutti i racconti 1956-1962, traduzione di Roldano Romanelli, Roma, Fanucci Editore, 2003. ISBN 8834709527
  • J.G. Ballard, Ultime notizie dall'America e Ora zero, traduzioni di Marco e Dida Paggi, Laura Serra, Hilia Brinis, Mondadori, 1981.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]