Jiang Qing

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Mao Tse-tung e Jang Qing nel 1946

Jiang Qing o Jiāng Qīng oppure Chiang Ch'ing (1914 – 1991), ultima moglie di Mao Tse-tung.

Citazioni su Jang Qing[modifica]

  • Chiang Ching [nel periodo delle Guardie Rosse] dominava il mondo della cultura e organizzava incontri di massa, durante i quali denunciava il capitalismo (che secondo lei distruggeva l'arte), il jazz, il rock and roll, gli spogliarelli, l'impressionismo, il simbolismo, l'arte astratta, il fauvismo, il modernismo – «in una parola, la decadenza e l'oscenità che avvelenano e corrompono le menti». [...] Nella seconda metà del 1966 ogni grande organizzazione culturale in Cina era sotto il controllo dell'organizzazione militare di Chiang Ching. Ella diede sfogo a tutti i suoi vecchi risentimenti (alcuni risalivano agli anni Trenta) contro il mondo del teatro e del cinema. (Paul Johnson)
  • È dunque a Chiang Ching che vengono in gran parte addebitati tutti i guai provocati dagli scatenati giovanotti e dalle loro compagne[1] che, per una decina di anni, con bracciale infilato in una manica, e agitando il Libretto delle Citazioni compilato da Lin Piao, il numero 2 del regime, a uso dei soldati, hanno invaso le piazze, bloccato lo sviluppo della Cina, devastata l'esistenza di milioni di individui. (Enzo Biagi)
  • Quando cade, la coprono di insulti: malvagia come il diavolo, infida come un serpente, selvaggia come un cane rabbioso, scoprono che la sua vita privata assomiglia a quella dell'imperatrice Wu, vissuta nel VII secolo, e nota per le stravaganze e la sfrenata libidine. (Enzo Biagi)

Note[modifica]

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