Mao Tse-tung

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Mao Tse-tung nel 1927

Mao Tse-tung, noto anche come Mao Zedong (1893 – 1976), politico cinese.

Citazioni di Mao Tse-tung[modifica]

  • Fate fiorire mille fiori, fate battersi cento scuole di pensiero.[1]
  • Il mondo progredisce, l'avvenire è radioso e nessuno può cambiare il corso generale della storia («Sui negoziati di Chiungking», 17 ottobre 1945, Opere scelte, vol. IV).
  • Il partito comunista non rinuncerà mai ai suoi obiettivi, che sono il socialismo e il comunismo.[2]
  • Il popolo, e solo il popolo, è la forza motrice che crea la storia del mondo («Sul governo di coalizione», 24 aprile 1945, Opere scelte, vol. III).
  • Il potere politico nasce dalla canna del fucile. (da Problemi della guerra e della strategia, 6 novembre 1938)
  • L'America sarà l'ultimo paese a diventare comunista.[2]
  • La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra.[3]
  • Lotta di classe — alcune classi trionfano, altre vengono eliminate. Questa è la storia, questa è da millenni la storia della civiltà («Abbandonate le illusioni, preparatevi alla lotta», 14 agosto 1949, Opere scelte, vol. IV).
  • Nel grande fiume della conoscenza umana tutto è relativo e nessuno può afferrare la verità assoluta.[2]
  • Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L'arte per l'arte, l'arte al di sopra delle classi, l'arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste. (intervento alle discussioni su arte e letteratura in Yenan, maggio 1942)
  • Ogni comunista deve comprendere questa verità: «Il potere politico nasce dalla canna del fucile» («Problemi della guerra e della strategia», 9 novembre 1938, Opere scelte, vol. II).
  • Si può dire [...] che la politica è guerra senza spargimento di sangue e che la guerra è politica con spargimento di sangue («Sulla guerra di lunga durata», maggio 1938, Opere scelte, vol. II).
  • Siamo per l'abolizione della guerra, non vogliamo la guerra. Ma la guerra può essere abolita solo con la guerra. Perché non vi siano più fucili, bisogna impugnare il fucile. («Problemi della guerra e della strategia», 6 novembre 1938, Opere scelte, vol. II).
  • Tutti i reazionari sono tigri di carta («Intervista con la giornalista americana Anna Louise Strong», agosto 1946, Opere scelte, vol. IV).
  • L'industria cinese è sottosviluppata. Non posso vantarmi molto riguardo alla Cina. Il vostro paese [l'Inghilterra] è sviluppato e il nostro è sottosviluppato. ( Conversazione del maggio 1974 con l'ex primo ministro inglese Edward Heath). [4]

Citazioni del presidente Mao Tse-tung[modifica]

Incipit[modifica]

Il nucleo dirigente della nostra causa è il Partito comunista cinese.

Citazioni[modifica]

  • La rivoluzione è un atto di violenza, è l'azione implacabile di una classe che abbatte il potere di un'altra classe. (marzo 1927, p. 13)
  • Il dogmatismo e il revisionismo si contrappongono entrambi al marxismo. Il marxismo deve necessariamente andare avanti, svilupparsi in ragione dello sviluppo della pratica, non può segnare il tempo. Se si facesse stagnante e stereotipato, non avrebbe più vita. Tuttavia, non si possono infrangere i principi fondamentali del marxismo senza cadere nell'errore. Considerare il marxismo da un punto di vista metafisico, come qualcosa di rigido, è puro e semplice dogmatismo. Negare i principi fondamentali e la verità universale del marxismo è revisionismo cioè è una forma di ideologia borghese. I revisionisti cancellano la differenza tra il socialismo ed il capitalismo, tra la dittatura del proletariato e quella della borghesia. Ciò che essi auspicano è di fatto non l alinea socialista, bensì la linea capitalista. Nelle presenti circostanze il revisionismo è ancora più nocivo del dogmatismo. Sul fronte ideologico ci incombe un compito importante: quello di criticare il revisionismo. (12 marzo 1927, p. 18)
  • Arrestare, giudicare e condannare certi controrivoluzionari, togliere per un certo periodo di tempo il diritto di voto e libertà di espressione ai proprietari fondiari e ai capitalisti burocratici è tutto ciò nel campo di applicazione della nostra dittatura. (27 febbraio 1957, p. 29)
  • Noi siamo favorevoli all'abolizione delle guerre; non vogliamo la guerra. Ma non si può abolire la guerra se non mediante la guerra. Affinché non esistano più fucili, occorre il fucile. (6 novembre 1938, p. 44)
  • Gli imperialisti sono ancora vivi; essi continuano a far sì che l'arbitrio regni in Asia, in Africa e nell'America latina. In Occidente, essi opprimono ancora le masse popolari dei diversi paesi. Questa situazione deve cambiare. (29 settembre 1958, p. 53)
  • L'imperialismo americano detta ovunque le sue leggi, si è posto in una posizione ostile ai popoli del mondo intero e va sempre più isolandosi. Le bombe A e H che esso possiede non riusciranno ad intimidire coloro che rifiutano di essere schiavi. È impossibile arginare la marea di collera dei popoli contro gli aggressori americani. La lotta dei popoli di tutto il mondo contro l'imperialismo americano e i suoi lacchè otterrà certamente vittorie sempre più grandi. (12 gennaio 1964, p. 53)
  • Il codismo è la manifestazione di inerzia e lentezza. I nostri compagni non devono credere che se qualcosa non è per loro comprensibile, non sia comprensibile per le masse. Spesse volte accade che le masse ci superano ed esigono con insistenza che il movimento avanzi, mentre i nostri compagni sono incapaci di guidarle. (24 aprile 1945, p. 85)
  • Però la stessa attività delle larghe masse, quanto è prima di un forte gruppo dirigente che la organizzi come si deve, non può a sua volta protrarsi a lungo né svilupparsi nella direzione giusta e raggiungere un livello più elevato. (1 giugno 1943, p. 87)
  • A patto di non essere un elemento ostile e di non lanciare perfidi attacchi, chiunque può formulare il proprio parere, anche se sbaglia; e i dirigenti di tutti i livelli hanno il dovere di ascoltare. Occorre applicare due principi: non tacere nulla di ciò che sai, non tenerti per te quel che hai da dire; nessuno è colpevole di aver parlato, a chi ascolta di trarne profitto. È impossibile far osservare il primo principio, a meno di ammettere realmente, e non formalmente, che nessuno è colpevole di aver parlato. (15 dicembre 1944, p. 106)
  • Il partito deve educare i suoi membri sulle questioni della democrazia, affinché essi comprendano che cos'è la vita democratica, quali sono i rapporti tra la democrazia ed il centralismo e come si pratica il centralismo democratico. Soltanto così potremo estendere realmente la democrazia in seno al partito, pur evitando l'ultra-democratismo e quel lasciar perdere che distrugge la disciplina. (ottobre 1938, p. 106)
  • Se in una scuola di un centinaio di persone non esiste un gruppo dirigente costituito in funzione della situazione e composto da alcuni, talora poco più di una decina, tra gli elementi più attivi, più retti e più capaci, scelti tra gli insegnati, gli impiegati e gli allievi, questa scuola funzionerà certamente male. (1 giugno 1943, p. 108)
  • Dopo aver subito uno scacco, bisogna trarne una lezione e modificare le proprie idee in modo tale da farle corrispondere alle leggi del mondo esterno, e così di potrà trasformare lo scacco in un successo; è quel che è espresso dalle massime: la sconfitta è la madre del successo e ogni insuccesso ci rende più cauti. (luglio 1937, p. 135)
  • La dialettica materialista ritiene che le cause esterne costituiscono la condizione delle trasformazioni, che le cause interne ne sono la base e che le cause esterne operano tramite le cause interne. Un uovo posto in condizioni adatte di temperatura si trasforma in un pulcino, ma il calore non può trasformare in pulcino una pietra. (agosto 1937, p. 137)
  • Guardare le cose da un lato solo significa pensare in termini di assoluto, considerare i problemi in mo do metafisico Quando si tratta di valutare il nostro lavoro, approvarlo interamente come condannarli in blocco equivale ad adottare un punto di vista laterale Approvare tutto significa vedere soltanto i lati buoni e non quelli cattivi significa ammettere soltanto le lodi e non le critiche Sostenere che nostro lavoro tutto va bene non può corrisponde alla realtà. Di fatto, non tutto procede come si vorrebbe e si danno ancora insufficienze ed errori. È dunque necessaria un'analisi. Condannare tutto significa ritenere, estranei a qualsiasi spinto analitico, che "tutto va male", che nulla e degno di lode in un'impresa grandiosa quale l'edificazione socialista, in questa grande lotta sostenuta da milioni di persone, ritenere che "tutto è guasto". Certamente, non bisogna confondere i numerosi Sostenitori di questi punti cli vista con gli elementi ostili al regime socialista, e tuttavia le loro opinioni sono del tutto errate ed estremamente nocive non possono che scoraggiarci Per valutare il nostro lavoro, l'approvazione esclusiva è falsa quanto l'esclusiva negazione. (12 marzo 1957, pp. 140-41)
  • Nell'esame di un problema, il marxismo deve considerare il tutto quanto le parti. Una rana dentro un pozzo diceva che "Il cielo non è più grande della bocca di un pozzo". Però e inesatto, perché il cielo non si limita alle dimensioni della bocca del pozzo. Se la rana avesse detto "una parte del cielo ha le dimensioni della bocca dei pozzo," avrebbe detto il vero, poiché è conforme alla realtà. (27 dicembre 1935, p. 141)
  • È quindi necessario nello studio di ogni processo complesso, che contenga più di due contraddizioni, ricercare la contraddizione principale. Determinata questa contraddizione principale è facile risolvere tutti i problemi. (agosto 1937, p. 143)
  • La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo. (31 luglio 1955, p. 170)

Explicit[modifica]

Per apprendere il marxismo, non basta studiarlo sui libri; è soprattutto con la lotta delle classi, col lavoro pratico e i contatti con le masse operaie e contadine che si arriva ad appropriarselo realmente.

Citazioni su Mao Tse-tung[modifica]

  • Credo che le generazioni future non avranno difficoltà nel riconoscere in Mao la figura più importante di questo secolo. (A. J. P. Taylor)
  • Il marxismo diede a Mao un metodo moderno di analisi dei fenomeni politici molto superiore alle confuse concezioni tra confuciane e da signore-della-guerra di Chiang Kai-shek. La sua mancanza di un'ampia conoscenza della complessità del mondo esterno costituì più tardi uno svantaggio, ma non danneggiò la sua capacità di manovra nell'ambito della scena politica cinese. (Edgar Snow)
  • In una lunga guerra nei pressi di Pechin | con i suoi soldati sconfigge anche Stalin, | incontro un vecchio uomo nato nel Shantung | lo fermo e gli domando dov'era Mao Tse-tung, | qui non c'era. (Rino Gaetano)
  • Mao era un uomo, scrissi nel 1936, cui «si sente una certa forza del destino, una sorta di solida vitalità elementare» (Edgar Snow)
  • Mao Tse-tung aveva quarantatré anni, soltanto quattordici più di me, ma aveva vissuto nove vite rispetto alle mie due. Aveva molto da insegnarmi: era un sociologo e uno psicologo di valore. (Edgar Snow)
  • [Sulla figura storica di Mao Zedong] La scorciatoia della demonizzazione, la spiegazione psicopatologica, evita la messa in discussione delle responsabilità collettive. C'è un intero gruppo dirigente, vivo e vegeto, potente e arrogante, al governo della più grande nazione del pianeta, che deve rendere conto del sistema che ha consentito a Mao di essere Mao. Oltre ai dirigenti, anche l'intero popolo cinese non potrà risparmiarsi un giorno il dovere doloroso dell'autocoscienza, non potrà eludere l'obbligo morale di spiegare perché precipitò nella barbarie. I processi sommari ai «traditori» nelle piazze gremite di gente che applaudiva e inveiva, la gogna pubblica, le delazioni contro i colleghi, gli amici e i parenti: com'è stato possibile? La teoria del mostro è un alibi che rinvia la resa dei conti con il passato. (Federico Rampini)

Note[modifica]

  1. 1957; citato in Aa. Vv., Antropologia e interpretazione: Il contributo di Clifford Geertz alle scienze sociali, Morlacchi, Perugia, 2004, p. 115. ISBN 88-88778-45-4
  2. a b c Citato in Edgar Snow, La mia vita di giornalista, Giulio Einaudi Editore, 1977.
  3. Da Citazioni dalle opere del Presidente Mao-Tse-Tung (meglio nota come Libretto rosso), pp. 12-13; citato in Saverio Di Bella, Caino Barocco. Messina e la Spagna 1672-1678, p. 56.
  4. (1998), On Diplomacy, Foreign Languages Press, Beijing.

Bibliografia[modifica]

  • Mao Tse-tung, Citazioni del presidente Mao Tse-tung: il libro delle guardie rosse, Feltrinelli, Milano, 1969.

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