Vai al contenuto

Juan Pablo Montoya

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Juan Pablo Montoya (2021)

Juan Pablo Montoya Roldán (1975 – vivente), pilota automobilistico colombiano.

Citazioni di Juan Pablo Montoya

[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Ora, con i social network e tutto il resto, i compagni di squadra sono migliori amici, vanno a cena insieme, giocano a padel insieme. Ai miei tempi non si parlava con nessuno [...]. Era un ambiente più ostile. Dei miei anni in IndyCar ricordo una delle migliori frasi di Ganassi: se vuoi amici, portali, non sei qui per fare amicizia. Ed è vero. Adesso con i social tutti parlano e tutti sono educati, ma quando sei così carino e gli altri ti stanno simpatici è difficile essere un "bastardo" e provare una manovra che rischia di buttare fuori l'altro. Se con gli altri sei andato a cena la sera prima, è molto più difficile.[1]
  • Io più duro con Michael? No, la cosa fastidiosa è che nessuno ha corso contro di lui. Quando gli altri lo vedevano negli specchietti sembrava si dicessero "oh arriva Michael, non facciamo cazzate".[2]
  • Ho odiato il sistema HANS perché era davvero scomodo. [...] In una gara ho dovuto prendere un'auto di riserva e non so cosa fosse successo con l'HANS: non riuscivo a montarlo. Così ho portato la macchina in griglia o da qualche parte senza avere l'HANS, non ricordo dove. È stato divertente perché ricordo che gli ingegneri mi dicevano: "Stai molto attento, non hai l'HANS". E io dentro di me pensavo: "Amico, ho corso tutta la vita senza HANS. Non è diverso da sei mesi fa".[3]
  • Il problema dei primi HANS era che erano veramente scomodi. La forma era sbagliata. L'imbottitura era pessima. Non erano come oggi: ora ci sono i cuscinetti in gel che sono perfetti. Oggi non salirei mai su un'auto da corsa senza un HANS.[3]
  • Tutti avevano così tanto rispetto per Michael. Quando gli altri lo vedevano negli specchietti, si toglievano di mezzo, li aveva battuti prima ancora di mettersi il casco.[4]
  • Il mio approccio alle corse è stato quello di essere un tale stronzo che ha funzionato. Perché quando entravo in curva, sapevano che non mi sarei spostato e quindi avevano due possibilità. O mi lasciavano spazio o ci schiantavamo.[4]
  • Il rapporto con Jacques Villeneuve quando correvamo era spietato. Ci odiavamo a vicenda. Quando ho iniziato a tornare a vedere dal vivo i GP ci siamo guardati e ci abbiamo riso sopra. Ma all'epoca ci siamo quasi presi a pugni durante una riunione dei piloti in Canada.[5]

Charles Bradley, motorsport.com, 13 ottobre 2021.

  • [Su Michael Schumacher] Non avevo intenzione di concedergli un centimetro. La gente rispettava così tanto Michael, ma nessuno voleva duellare con lui. In molti si spostavano per lasciarlo passare e questo mi faceva impazzire. Così ogni possibilità che avevo, la sfruttavo. Ho rischiato anche di schiantarmi, ma in molti casi ha funzionato.
  • La gente ha sottovalutato quanto fosse bravo Ralf. Penso di averlo distrutto mentalmente, ma la sua velocità era incredibile. Penso di aver fatto un lavoro migliore di lui nel portare la macchina a fare quello che mi serviva, e questo ha fatto la differenza.
  • Ero un grande fan di Senna e la mia vita era tutta incentrata sulla vittoria a Monaco.
  • [Sulla NASCAR Cup Series] Le corse sono state incredibili. La gente pensa che correre su un ovale sia facile, ma in una buona macchina della Cup, quando puoi correre su differenti altezze in pista, sei consapevole di quanto vicino vai ai muretti.

Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Valerio Barretta, formulapassion.it, 8 maggio 2024.

  • Ricordo che il mio ingegnere e anche i meccanici mi dicevano [...], quando la lotta era serrata, "Mettila in pole o schiantati". Come a dire: non ci importa di riparare la macchina, basta che ti giochi la pole position. Quando nella tua mente l'incidente è irrilevante, normalmente non ti schianti, perché non ci pensi.
  • Ai miei tempi, le gare erano qualifiche. Ci qualificavamo a ogni giro.
  • Una delle esperienze più belle che ho avuto in F1 è stata quando ho iniziato a fare tutti i test con la Michelin. Venivo dalla IndyCar, dove dovevi gestire un po' le gomme. Così sono andato e ricordo di aver fatto un giro molto buono. E poi è andata sempre meglio, come se dovessi gestire il ritmo. Si sono arrabbiati con me, mi hanno detto: "Abbiamo bisogno che tu faccia solo giri da qualifica. Devi distruggere la gomma".
  • Per come vedevo le qualifiche, qualsiasi punto in cui la macchina non si muoveva significava che poteva andare più veloce. E questa era la mentalità. Mi piaceva camminare sul filo del rasoio: ad alta velocità, se andavi e la macchina non scodava, significava che potevi andare più veloce.

Citazioni su Juan Pablo Montoya

[modifica]

Note

[modifica]
  1. Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Valerio Barretta, Montoya: "Ai miei tempi non ci si parlava tra compagni. Adesso giocano a padel...", formulapassion.it, 10 aprile 2024.
  2. Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Marco Belloro, Montoya: "Io duro con Schumacher? No, erano gli altri che si scansavano", formulapassion.it, 11 aprile 2024.
  3. a b Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Matteo Senatore, Montoya e l'odio per l'HANS: "I primi anni era scomodissimo", formulapassion.it, 14 aprile 2024.
  4. a b Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Valerio Barretta , Montoya: "Ero uno stronzo e gli altri lo sapevano. Schumi vinceva prima di mettersi il casco", formulapassion.it, 14 aprile 2024.
  5. Da un'intervista al podcast Beyond The Grid; citato in Matteo Senatore, Montoya e l'odio per l'HANS: "I primi anni era scomodissimo", formulapassion.it, 14 aprile 2024.

Altri progetti

[modifica]