L'arpa birmana

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L'arpa birmana

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Titolo originale

Biruma no tategoto

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1956
Genere guerra, drammatico
Regia Kon Ichikawa
Soggetto Michio Takeyama
Sceneggiatura Natto Wada
Produttore Masayuki Takagi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'arpa birmana, film giapponese del 1956 con Shôji Yasui, regia di Kon Ichikawa.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Rossi come il sangue sono i monti e le terre della Birmania. [scritta in apertura e chiusura del film]
  • Non tornerò a casa finché in Birmania resteranno insepolti i corpi dei nostri soldati. Perciò rimango qui, per rifare la strada della guerra. (Mizushima)
  • Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano. Ho visto l'erba bruciata, i campi riarsi... perché tanta distruzione caduta sul mondo? E la luce mi illuminò i pensieri. Nessun pensiero umano può dare una risposta a un interrogativo inumano. Io non potevo che portare un poco di pietà laddove non era esistita che crudeltà. Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbero la guerra, la sofferenza, la distruzione, la paura, se solo potessero da queste nascere alcune lacrime di carità umana. (Mizushima)
  • Il capitano diceva di tornare in Giappone per lavorare alla ricostruzione del paese distrutto dalla guerra, ricordo molto bene queste sue parole, ma quando vidi i morti giacere insepolti, preda degli avvoltoi, della dimenticanza e dell'indifferenza decisi di rimanere, perché le migliaia e migliaia di anime sapessero che una memoria d'amore le ricordava tutte, ad una ad una. Passeranno gli anni, tanti anni, prima che io finisca e allora, se mi sarà concesso, tornerò in patria, forse non tornerò più: la terra non basta a ricoprire i morti. (Mizushima)

Citazioni su L'arpa birmana[modifica]

  • Il film di Ichikawa stempera le visioni degli orrori della guerra in una sorta di contemplazione assorta e ieratica. È forse il film più pacifista sul conflitto mondiale degli ultimi quarant'anni, venato di una tristezza infinita che accomuna cristianamente amici e nemici. (il Farinotti)
  • Religioso indubbiamente è nell'Arpa birmana il contrasto tra il piacevolissimo ritorno dei reduci alle cose semplici e quotidiane della vita e la missione di chi resta, solo e piangente, a seppellire i soldati morti. (Aldo Capitini)
  • Straordinario film antibellico, appassionante e memorabile anche se un po' troppo lungo. Lo stesso Ichikawa ne ha curato il remake nel 1985. (Leonard Maltin)

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